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Chi afferma se stesso sfugge alla critica

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Aggiornato: 22/02/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 09/09/2016

Affermare se stessi
 
 

Per molte persone criticare è come respirare, non concepiscono una vita senza critiche. Ma essere oggetto di critiche, diventare il bersaglio, è diverso, perché causa molta sofferenza.

Una critica inadeguata, fatta in un momento inopportuno, può causare profonde ferite emotive. Infatti, se cerchiamo nella memoria, probabilmente non sarà difficile ricordare quella critica che ci ha ferito così profondamente in passato e che tuttora non è rimarginata.

Purtroppo, non possiamo impedire agli altri di criticarci, ma possiamo scegliere come reagire alle critiche. Non abbiamo il potere di evitare le critiche, ma siamo in grado di decidere se lasciare che queste parole ci facciano del male. E la chiave per farlo si trova in un antico testo.

L’autoaffermazione: Un percorso responsabilizzante

“Chi afferma se stesso sfugge alla critica”, si legge nel Tao Te Ching, un testo classico cinese la cui paternità è attribuita a Lao Tzu ed è uno dei fondamenti del Taoismo. Si tratta di un consiglio molto antico ma valido tuttora.

L’autoaffermazione è quasi un super potere, ma purtroppo non viene insegnata ai bambini. In realtà, è spesso soffocata da subito, perché quando si insegna ai bambini a cercare l’approvazione degli altri, quando gli viene insegnato a valutare se stessi in base ai giudizi che gli altri danno delle loro qualità, si sta uccidendo la loro autoaffermazione.

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L’autoaffermazione è la capacità di esprimere le nostre opinioni e affermare noi stessi in relazione agli altri. Alla sua base vi è la profonda fiducia in se stessi. Solo quando siamo sicuri di chi e cosa siamo e valorizziamo obiettivamente le nostre capacità, siamo in grado di esprimere le nostre esigenze e le idee in modo assertivo, senza danneggiare altri, ed evitiamo nel contempo che i nostri diritti vengano calpestati o che ci disprezzino.

Per autoaffermarsi è necessario dare risposte chiare a queste tre domande:

1. Chi sei?
Può sembrare una banalità, ma molte persone non conoscono se stesse, non sanno chi sono veramente. Tuttavia, per affermarci è necessario sapere chi siamo, conoscere i nostri punti di forza e le nostre debolezze, sapere quali sono i nostri valori, i gusti e le esigenze. Solo una persona cosciente di sé è in grado di affermare se stessa.

2. Chi vuoi essere? Non basta conoscersi, è necessario sapere che tipo di persona si vuole diventare. Cosa desideri migliorare, quali sono le competenze di cui sei orgoglioso e qual è il percorso che potrebbe aiutarti a sviluppare queste abilità? La risposta a queste domande ti permetterà di assumere il controllo della tua vita.

3. Cosa desideri?
Gli obiettivi che ci poniamo terminano per cambiarci, per questo è importante sapere cosa desideriamo realizzare e come. Porci obiettivi realistici ci aiuterà a rafforzare la fiducia in noi stessi, diverremo più responsabili e saremo immuni alle critiche malsane.

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Perché l’autoaffermazione è il miglior antidoto contro le critiche?

Quando sai esattamente quali sono i tuoi punti deboli e quelli forti, quando sei sicuro di ciò che desideri e come realizzarlo, le critiche degli altri non ti sfioreranno neppure perché non riusciranno a farti sentire inferiore, incompetente o dubbioso.

Infatti, non dobbiamo dimenticare che la critica fa tanto male proprio perché ci fa dubitare di noi stessi, perché attiva in noi la sensazione di non essere all’altezza, di essere inadeguati o incompetenti. La critica che ci fa soffrire è come il dito nella piaga, la critica a cui prestiamo ascolto è quella che, in un certo senso, conferma i nostri peggiori timori su noi stessi.

Possiamo pensare alle critiche come a un diapason. Possono danneggiarci solo quelle che risuonano alla stessa frequenza del nostro “io” interiore, quelle che fanno leva sulle nostre paure e insicurezze. Pertanto, l’autoaffermazione è il miglior antidoto alla critica malsana, la fiducia in noi stessi ci permette di prendere una distanza emotiva dalle parole dannose. Così possiamo valutare obiettivamente se la critica è costruttiva e ci apporta qualcosa che ci permette di crescere o, al contrario, sono solo parole che hanno l’obiettivo di ferirci. In entrambi i casi, la decisione è nelle nostre mani.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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Commenti

  1. Anonimo dice

    15/09/2016 alle 7:55 pm

    Penso che qualche critica nella vita ci aiuta a migliorare; mentre troppe critiche "bloccano" la crescita cognitiva. A volte pensiamo che gli altri ci criticano perché le parole che usano, per loro hanno un significato "più o meno reale" mentre per noi assumono un "tono" diverso e più "alto". Non a caso il significato di una parola è soggettivo.

    Rispondi

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