
Siamo figli di una società che per decenni ha premiato l’autosufficienza e la stoica resilienza di fronte al disagio. Una società che ci ha costretti a nascondere le nostre emozioni sotto il tappeto finché non ne abbiamo più potuto fare a meno. Tuttavia, cercare un aiuto psicologico non è un segno di debolezza, ma un atto di onestà e responsabilità emotiva verso se stessi.
La salute mentale merita la stessa cura della salute fisica. Proprio come non esitiamo a consultare un medico quando proviamo un dolore persistente, non dovremmo esitare a cercare supporto psicologico quando qualcosa non va dentro di noi.
Segnali di allarme: quando cercare aiuto psicologico?
Spesso ci abituiamo al disagio emotivo, giustificandolo o addirittura normalizzandolo. Pensiamo: “Non è poi così grave”, “Sono sicuro che passerà” o “Lo scoprirò da solo”. Ma questo tipo di convinzioni, sebbene comprensibili, possono perpetuare il disagio o renderlo cronico.
Un sondaggio condotto su quasi 10.000 persone dai ricercatori della Harvard Medical School ha rilevato che in genere ci vogliono in media dai sei agli otto anni prima che si rivolgano a un trattamento psicologico per i disturbi dell’umore. Un altro sondaggio condotto su oltre 15.000 persone in Australia ha rilevato che chi soffre di problemi di salute mentale o di disturbi da abuso di sostanze impiega ancora più tempo per cercare un trattamento: in media 12 anni.
Nessuno è costretto ad affrontare tutto da solo. Riconoscere di aver bisogno di aiuto non diminuisce il nostro valore. Al contrario, è un segno di maturità emotiva. Alcuni dei segnali più evidenti che indicano la necessità di consultare uno psicologo sono:
- Malessere persistente. Ti senti triste, ansioso, irritabile o vuoto da settimane e, per quanto tu ci provi, questa sensazione non se ne va.
- Difficoltà di concentrazione o di presa di decisioni. Ti senti come se la tua mente fosse sopraffatta e non riesci a pensare con chiarezza, il che influisce sulle tue attività quotidiane.
- Relazioni difficili. I conflitti si ripetono come un disco rotto; si finisce sempre per discutere delle stesse cose, oppure si fa fatica a comunicare con gli altri e si rompono legami tossici.
- Ti senti bloccato nella tua vita. Ti senti come se non stessi andando avanti, ti senti perso o disconnesso da te stesso.
Tuttavia, non è nemmeno necessario aspettare di aver toccato il fondo o che la sofferenza diventi insopportabile. Consultare uno psicologo non deve essere l’ultima spiaggia, ma piuttosto un modo per prevenire ulteriori complicazioni, comprendere meglio se stessi e sviluppare gli strumenti che permetteranno di sentirsi più appagati.
A volte, basta sentire il bisogno di parlare con qualcuno di neutrale, senza giudizio, per risolvere un problema che ti tormenta o sciogliere un nodo emotivo che ti impedisce di andare avanti. In altre parole, se senti che qualcosa dentro di te chiede a gran voce di essere ascoltato o compreso, questo è un motivo più che sufficiente per cercare aiuto psicologico. Non devi crollare. Devi solo desiderare di sentirti meglio.
Per iniziare: 5 passaggi per trovare aiuto psicologico
Fare il primo passo è spesso la parte più difficile. Da dove inizio? Come faccio a sapere se sto facendo la scelta giusta? È normale sentirsi un po’ confusi, ma passo dopo passo troverai il supporto di cui hai bisogno.
1. Riconosci il tuo bisogno senza giudicarlo
Sentirti sopraffatto, confuso o esaurito non significa che stai fallendo. Significa che sei umano. Più cerchi di nascondere il problema, più si aggraverà e più sarà difficile trovare una soluzione. Invece di illuderti o rimandare la ricerca di un aiuto psicologico, accetta il fatto che non ti senti bene o che hai dei dubbi e hai bisogno di supporto in questa fase della tua vita. A volte, è utile prendersi una pausa vitale prima di andare avanti.
2. Valuta il canale più adatto a te
La terapia psicologica non si limita più alle sedute presenziali. Molte persone trovano la terapia online un’alternativa più comoda, flessibile e accessibile, soprattutto se vivono in zone in cui gli psicologi sono limitati o hanno orari complessi. Pertanto, chiediti quale formato ti fa sentire più a tuo agio e si adatta meglio alla tua routine. In questo modo, eviterai di saltare sedute rallentando il percorso terapeutico.
3. Trova il professionista giusto
Se decidi di cercare supporto professionale, assicurati che lo psicologo sia abilitato e abbia una formazione accreditata. Puoi verificare nell’albo ufficiale della categoria. È una buona idea anche informarsi sulla sua specializzazione e la sua esperienza con il tuo problema, poiché questo sarà un vantaggio per il tuo trattamento.
4. Esplora diverse opzioni
Il tipo di relazione terapeutica è un fattore determinante per ottenere buoni risultati. Ma a volte non riusciamo a entrare in sintonia con il primo professionista che incontriamo. In tal caso, non gettare la spugna. Trova un altro psicologo con cui ti senti a tuo agio e che ti ascolta. La maggior parte di questi professionisti offre una prima seduta gratuita, quindi puoi approfittarne per vedere se c’è sintonia.
5. Definisci i tuoi obiettivi iniziali
Non è necessario avere già tutto sotto controllo, ma riflettere su cosa si vorrebbe lavorare o quali preoccupazioni si presentano può accelerare il percorso terapeutico e guidare le prime sedute. Forse si desidera capire perché ultimamente ci si sente così irritabili, migliorare l’autostima o imparare a gestire l’ansia. Questo fornirà allo psicologo un punto di partenza per comprendere meglio le proprie preoccupazioni e adattare l’approccio fin dalle prime sedute.
Infine, ricorda che cercare aiuto psicologico non è solo un modo per uscire dalla sofferenza; può anche essere un’opportunità per sviluppare un rapporto più sano con te stesso, imparare a gestire le tue emozioni, migliorare il tuo stile di comunicazione o liberarti da vecchi schemi appresi che ostacolano la tua crescita.
Fortunatamente, sempre più persone si rivolgono a uno psicologo come parte del loro programma di cura di sé, proprio come fanno con l’attività fisica o con la dieta. Capire cosa sentiamo e di cosa abbiamo bisogno migliorerà il nostro benessere a 360 gradi. La salute mentale non è un lusso; è un diritto, e prendersene cura è un modo per rispettare se stessi e chi ci circonda.
Riferimenti:
Birrell, L. et. Al. (2025) Treatment rates and delays for mental and substance use disorders: results from the Australian National Survey of Mental Health and Wellbeing. Epidemiology and Psychiatric Sciences; 34: e8.
Wang, P. S. et Al. (2004) Failure and delay in initial treatment contact after first onset of mental disorders in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry; 62(6): 603–613.



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