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Home » Disturbi Mentali » Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, DDAI: cosa devono fare i genitori?

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, DDAI: cosa devono fare i genitori?

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Aggiornato: 21/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 25/06/2014

Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
 
 
 

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI) è abbastanza comune nei bambini. Infatti, le statistiche indicano che colpisce il 5% di essi ed includono solo i casi diagnosticati, poiché
è noto che a volte i genitori non cercano aiuto specializzato e il DDAI non viene diagnosticato.

Cinque consigli per i genitori

  1. Sottolineare i comportamenti positivi che si vuole fomentare nel bambino. Ad esempio, se riesce a rimanere tranquillo per fare i compiti, lodatelo per il suo comportamento e incoraggiatelo a continuare a farlo. Si può anche fargli un piccolo regalo, come portarlo fuori a fare una passeggiata o preparargli un dolce che gli piace. Se mantiene questo comportamento
    per un periodo lungo, si può fargli un regalo più consistente.
  1. Non prestare troppa attenzione al comportamento che si desidera eliminare. Fintanto che il comportamento non è violento, basta ignorarlo. Questa è una tecnica basata sul principio di estinzione secondo cui, se un comportamento non è ricompensato con l’attenzione, finisce per scomparire da solo. Naturalmente, questa tecnica è di solito più efficace nei bambini più
    piccoli.
  1. Spiegare le ragioni per cui il comportamento è inappropriato. Quando il bambino fa qualcosa di sbagliato, quando viola le regole, si deve fargli notare che ha fatto qualcosa di sbagliato. Una buon modo per farlo è togliergli alcuni privilegi o proibirgli per un poco di tempo qualcosa che gli piace. È importante assicurarsi che la pena sia proporzionata.
  1. Insegnargli a controllare le emozioni e l’impulsività. Così come si insegna al bambino a leggere e scrivere, gli si può anche insegnare a regolare i suoi impulsi. In questo caso, è molto efficace la tecnica della tartaruga. Consiste nel dire al bambino che quando si sente turbato o arrabbiato, chiuda gli occhi e immagini di essere una tartaruga, per fare questo dovrà chiudere le spalle e stringere le braccia come se si stesse mettendo all’interno del guscio. Una volta dentro, dovrà pensare che tutto è tranquillo. Dovrà rimanere così per qualche minuto e poi rilassare i muscoli. Ovviamente, prima di raggiungere i risultati desiderati, sarà necessario mostrargli come si fa praticando un po’ con lui.
  1. Analizzate il vostro comportamento, perché a volte l’atteggiamento dei bambini è un riflesso di ciò che vedono nei loro genitori. Se il bambino percepisce ansia, paura o irritazione è in grado di assumere un atteggiamento simile al vostro. Questo non significa che il vostro comportamento sia la causa del disturbo, ma può rafforzarne i sintomi.
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Cosa fare se vostro figlio soffre di deficit di attenzione e iperattività DDAI?

Oltre ai consigli dati sopra, se sospettate che il vostro bambino soffra di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI), la prima cosa da fare è portarlo subito da uno specialista, perché è l’unico che possa obiettivamente valutare se si tratta di DDAI o no. Nel caso che la
diagnosi sia positiva, lo specialista determinerà i modelli di gestione e il trattamento. È anche consigliabile evitare di comportarsi in modo iperprotettivo, come i genitori elicottero, se non desiderate che vostro figlio sia iperattivo.

Fonti:

 

Moreno García, I. (2002) Hiperactividad. Prevención, evaluación y tratamiento en la infancia. Madrid: Pirámide.

Miranda Casas, A. (2001) Trastornos por Déficit de Atención con Hiperactividad. Málaga: Aljibe.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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