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Gli occhi non mentono mai: faccia da poker

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Aggiornato: 05/06/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 26/10/2011

faccia da poker

Quando si tratta di prendere decisioni importanti il tempo è spesso fondamentale. Prendiamo il caso del poker: il giocatore deve decidere continuamente quale sarà il suo prossimo passo e per farlo molte volte tenta di interpretare il volto dei suoi avversari. Allora è davvero di importanza vitale il controllo di ciò che viene definito: “faccia da poker”, una espressione in bianco che nasconde la decisione presa e i sentimenti. Ma…cosa accadrebbe se potessimo leggere nella mente del giocatore? Cosa accadrebbe se potessimo conoscere il momento esatto nel quale ha preso la decisione?

Negli ultimi tempi un buon numero di ricerche stanno tentando di utilizzare tecniche di scansione cerebrale che agirebbero come “lettrici della mente”, anche se i risultati lasciano molto a desiderare, soprattutto nel campo decisionale, dato che le nostre opzioni continuano comunque ad ssere un territorio intimo e precluso agli altri. Perchè? Semplicemente perchè l’allegria, la tristezza o la rabbia possono tradursi e manifestarsi facilmente in movimenti del volto o del corpo ma il momento in cui prendiamo le nostre decisioni, quello no. O forse sì?

Einhauser, professore alla Phillipps University di Marburg, afferma che la dilatazione delle pupille può rivelare quando viene presa una decisione, anche prma che il soggetto ce lo comunichi in forma verbale o extraverbale.

Per giungere a questa conclusione si coinvolsero 20 volontari che dovevano sottoporsi a tre attività molto semplici, relative al prendere decisioni.

Nel primo compito dovevano reagire in modo immediato di fronte agli stimoli. Semplicemente si dovevano sedere di fronte allo schermo del computer e dovevano prestare attenzione ad un punto azzurro che cambiava divenendo rosso nell’arco di dieci secondi, in questo momento le persone dovevano premere un pulsante bianco per indicare il cambiamento di colore. Ogni volontario necessitò di 90 prove per riuscire a premere spontaneamente il pulsante ogni volta che il punto cambiava di colore divenendo rosso. Inoltre, venne loro detto che potevano guadagnare una piccola ricompesa economica se avessero premuto il pulsante nell’intervallo di un secondo.

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La seconda prova (scelta di numeri nascosti) era più difficile e coinvolgeva la memoria di lavoro. Cinque numeri erano visibili su di uno schermo, uno dpo l’altro, per un intervallo di due secondi ognuno. I partecipanti dovevano scegliere in segreto un numero ed indicare la scelta premendo un tasto al termine della prova. Ancora una volta venne detto ai partecipanti che potevano guadagnare una piccola ricompensa se sceglievano il numero fortunato.

Questo stesso procedimento sperimentale venne replicato, solo che in questa occasione ai partecipanti non venne offerta nessuna ricompensa e tantomeno venne loro facilitata la retroalimentazione dopo di ogni prova. Un’altra variazione sperimentale consistette che le persone, invece di scegliere liberamente un numero, dovevano semplicemente indicare il numero che veniva mostrato sottolineato.

I ricercatori utilizzarono un dispositivo eye-tracking a raggi infrarossi per misurare il diametro delle pupille dei partecipanti mentre completavano le diverse prove. Così, si potè scoprire che la dilatazione della pupilla è relazionata al momento in cui si prende la decisione, e per questo, questa risposta fisiologica soleva tradire le decisioni prese dalle persone prima che queste le comunicassero.

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Nel primo esperimento, la dilatazione massima delle pupille venne osservata durante l’intervallo di due secondi durante i quali venne premuto il pulsante. Nel secondo esperimento vi fu un intervallo tra la decisione dei partecipanti e il momento in cui la comunicarono. Nell’ultimo esperimento, la dilatazione venne osservata di nuovo quando i partecipanti dovevano scegliere il numero sottolineato.

Ma dov’è la parte interessante?

Mettendo in relazione il diametro della pupilla con l’intervallo dei due secondi nei quali i numeri venivano mostrati, i ricercatori furono in grado di predire con successo quando i volontari prendevano le loro decisioni e infine, potevano determinare nel secondo esperimento quali numeri fossero stati scelti; in questo modo, le persone non potevano mentire per guadagnare il premio relativo al numero fortunato.

Qual’è la correlazione neuropsicologica? La dilatazione della pupilla è causata dalla noradrenalina, un neurotrasmettitore che a sua volta è implicato nelle funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione, nel tono dell’attivazione dell’eccitazione e infine, nel consolidamento delle decisioni rapide.

Così, la dilatazione delle pupille è una risposta fisiologica visibile che ci anticipa quando una persona ha preso una decisione. Sarà per questo motivo che molti giocatori di poker esperti tentano di nascondere gli occhi?

Fonte:

Einhauser, W.; Koch, Ch. & Carter, O. L. (2010) Pupil dilation betrays the timing of decisions. Frontiers in Human Neuroscience; 4(18): 1-9.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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