• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Psicoterapia » I dieci trattamenti psichiatrici più bizzarri (2a parte)

I dieci trattamenti psichiatrici più bizzarri (2a parte)

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 22/11/2018 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 09/12/2010

Nel post precedente si è fatto riferimento a cinque delle dieci terapie psichiatriche più bizzarre della storia della medicina e della psicologia, di seguito si menzioneranno altre cinque che non sono meno curiose:
6. Terapia con la malaria
La malaria, malattia caratterizzata da dolori di testa e muscolari, indebolimento, tosse e febbre, fu usata in passato per curare la sifilide, che come si sa è una malattia trasmessa sessualmente che, per curiosità storica, colpì anche personaggi come Mozart, Edgar Allan Poe,e Oscar Wilde.
Agli inizi del 1900 non esisteva nessun trattamento per la sifilide ma molte persone furono infettate così che il neurologo viennese Wagner Von Jauregg ebbe l’idea di infettare i pazienti con la malaria dato che così la febbre intensa che questa produceva poteva annichilire i batteri della sifilide.
Naturalmente, dopo era necessario curare i pazienti con malaria con il chinino, sostanza altamente pericolosa.
Wagner Von Jauregg ottenne il premio Nobel per questo trattamento che fu utilizzato fino a che non si scoprì la penicillina.
7. Convulsioni indotte chimicamente
L’idea fu di Ladislav Von Meduna, dottore ungherese, che iniziò a indurre convulsioni con l’uso di droghe per trattare i pazienti schizofrenici. Questo medico pensava che dal momento che la schizofrenia è rara nei pazienti epilettici e gli stessi apparivano più calmi dopo un attacco, quindi perchè non produrre convulsioni nei pazienti schizofrenici per calmarli?
Von Meduna esperimentò varie droghe prima di decidere per il metrazol e comunque il trattamento venne considerato troppo pericoloso.
Tuttavia, le terapie convulsive vengono utilizzate anche ai giorni nostri in alcuni luoghi, specialmente la terapia elettroconvulsiva, più conosciuta come elettroshock, per trattare la schizofrenia, la depressione grave ed altri disturbi psichiatrici molto resistenti.
8. La gravidanza come terapia per l’isteria
In tempi antichi qualsiasi malattia psichica femminile era diagnosticata come isteria, si pensava che la sua origine dipendesse dall’ansia dell’utero (in senso fisiologico) che trasmetteva “frustrazione” a tutto il corpo generando i sintomi dell’isteria.
Il miglior rimedio? Dare all’utero ciò che desidera, ne più e ne meno che un figlio. Anche se questo trattamento dell’isteria cadde in disuso molti secoli fa, il termine rimane ancora usato per riferirsi a patologie caratterizzate da una forte manifestazione nel corpo della componente psichica.
Tuttavia, è da notare come fino a non molto tempo fa alcuni dottori prescrivevano “l’orgasmo” per curare l’isteria.
9. Frenologia
Alla fine del secolo XIX si sviluppò una corrente localizzatrice nella medicina neurologica che sosteneva come ad ogni area specifica del cervello corrispondesse una capacità, abilità o caratteristica della personalità.
Il medico tedesco Franz Gall fu uno dei più solerti sostenitori di questa teoria. Essenzialmente Gall postulava che le parti del cervello più usate dalla persona si sviluppavano e divenivano più grandi. Così che, analizzando la forma, sporgenze e depressioni del cranio di una persona si potesse sapere come fosse la sua personalità.
A questo proposito Gall creò una mappa nella quale registrò aree cerebrali alle quali corrispondevano aspetti della personalità ben specifici. Per esempio: un rigonfiamento sopra le orecchie indicava una personalità distruttiva mentre una cresta nella parte superiore mostrava benevolenza.
La frenologia fu applicata per riconoscere e mettere in carcere delinquenti e vagabondi ma nella realtà non fu mai sviluppato nessun trattamento basato in essa.
10. lobotomia
Probabilmente il procedimento più terribile e famoso della storia della psichiatria inventato dal portoghese Egas Moniz.
Moniz si ispirò ad un procedimento realizzato su di uno scimpanzè da Jacobsen, Wolf e Jackson nel 1935. L’esperimento in se stesso venne realizzato dato che lo scimpanzè mostrava severi attacchi di aggressività e per risolvere questo problema si rimossero parti dei lobi frontali.
Moniz applicò la lobotomia ad esseri umani e l’intervento giunse ad essere molto popolare. Tanto che dopo la prima lobotomia realizzata se ne applicarono migliaia con lo scopo di trattare disturbi emotivi in tutto il mondo. Di fatto Moniz ricevette il premio Nobel nel 1949.
Dopo molti anni si manifestarono le alterazioni della personalità non desiderate, che produceva questa operazione: infantilismo e irresponsabilità, nel migliore dei casi.

Fonte:
Mental Floss Magazine

PER TE  Freud e la cocaina: perché?
Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Lettura zombie: perché leggiamo di più ma capiamo e ricordiamo meno?

Non minimizzare ciò che provi solo perché gli altri non lo capiscono

Sopportare, sì. Ma… fino a quando?

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Lettura zombie: perché leggiamo di più ma capiamo e ricordiamo meno?
  • Non minimizzare ciò che provi solo perché gli altri non lo capiscono
  • Sopportare, sì. Ma… fino a quando?
  • Ipervigilanza emotiva, il costo di vivere in costante allerta
  • Cosa fare quando gli altri non rispettano i tuoi limiti? Le cose che nessuno ti dice

Ricevi le novità

Disclaimer e Privacy

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità