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Internet e cervello: benefici occulti per la terza età

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Aggiornato: 06/07/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 06/01/2011

Internet e cervello

Si è parlato tanto del fatto che Internet possa generare una certa forma di dipendenza, ma non tutti gli effetti della rete sono negativi, e questo viene mostrato da una ricerca sviluppata dalla UCLA.

Un costante uso della rete può stimolare dei patterns neurali di attivazione e, potenzialmente, può migliorare le funzioni cerebrali degli adulti più anziani.

Quando il cervello invecchia si evidenziano cambiamenti nella sua struttura e nelle funzioni, l’attività neuronale diminuisce in modo vertiginoso e questo influisce sulla qualità delle funzioni cognitive. A questo proposito, l’uso di Internet può rappresentare uno stimolo che migliora l’efficienza del processo cognitivo e altera il modo nel quale il cervello codifica le informazioni. Questo si applica anche alle persone della terza età sempre che abbiano una minima esperienza di navigazione e di ricerca di informazioni in Internet.

Il team della UCLA (Università Città di Los Angeles) ha lavorato con 24 volontari di età comprese tra i 55 ed i 78 anni e con funzioni neurologiche normali. Prima dello studio la metà dei partecipanti aveva usato Internet quotidianamente mentre che l’altra metà ne aveva un’esperienza molto limitata. Ovviamente, il livello d’istruzione ed il sesso era simile in entrambe i gruppi.

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I partecipanti si dedicarono alla ricerca nel web mentre che i loro cervelli erano scannerizzati da una risonanza magnetica.

Dopo questa prima analisi gli anziani tornarono a casa loro e furono istruiti in modo che realizzassero ricerche in Internet di almeno un ora al giorno per un periodo di una o due settimane. La pratica della ricerca includeva il rispondere ad alcune domande in Internet riguardo vari argomenti per i quali erano obbligati a realizzare diverse esplorazioni in alcuni siti web.

In seguito i partecipanti furono oggetto di una seconda scannerizzazione con risonanza magnetica sempre mentre utilizzavano Internet. I risultati furono sorprendenti:

Nella prima seduta, quando le persone avevano poca esperienza con Internet, si è potuto apprezzare attività cerebrale nelle aree relative al controllo del linguaggio, la lettura, la memoria e le abilità visuali; attivandosi le zone: frontale, temporale, parietale e il cingulum. La seconda risonanza magnetica mostrò l’attivazione delle stesse zone ed inoltre si aggiunsero le aree relative alla memoria di lavoro e la capacità decisionale: il giro medio-frontale ed il giro frontale-inferiore.

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Così, i risultati suggeriscono che la ricerca di informazioni nel web possa rappresentare come un esercizio per il cervello dato che richiede abilità che normalmente gli adulti della terza età non esercitano: mantenere un numero considerevole di informazioni nella memoria di lavoro, estrapolare i punti essenziali della lettura e soprattutto, decidere quale sia l’informazione rilevante nel cumulo di pagine visitate.

Naturalmente, esercitare queste abilità è importante anche per il cervello giovane così che a partire da ora realizzeremo le nostre ricerche in Internet con una prospettiva diversa.

Fonti:

University of California – Los Angeles (2009, Octubre).

First-time Internet Users Find Boost In Brain Function After Just One Week. ScienceDaily.
En: http://www.sciencedaily.com¬ /releases/2009/10/091019134707.htm

 
 
 
 

 

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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