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La superstizione: quando ci rende più felici e competenti

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Aggiornato: 09/04/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 09/09/2013

La superstizione
 
 

La superstizione viene vista generalmente come qualcosa di negativo. Pensiamo che credere nella magia e nei miracoli sia qualcosa di irrazionale e antiquato. Tuttavia, anche così, è certo che sono tanti gli studi che ci dimostrano che quasi tutti crediamo in qualche misura nel soprannaturale, e questo è un fenomeno che si manifesta anche nelle persone più scettiche. Tutti siamo mistici, solo che qualcuno lo è più degli altri. 

La buona notizia è che il pensiero superstizioso o “pensiero magico”, anche quando tergiversa la realtà, ha i suoi vantaggi. Queste credenze offrono benefici psicologici che la logica e la scienza non sempre possono offrire. Quali? Fondamentalmente un senso di controllo e un significato. 

Per esempio, toccare ferro o indossare un amuleto portafortuna sono credenze superstiziose che servono ad alleviare la tensione quando percepiamo di non avere il controllo di una determinata situazione. In questi momenti, questi rituali ci danno tranquillità e, effettivamente,
migliorano la nostra prestazione. 

Ovviamente, non è che l’amuleto o il rituale abbiano veramente un potere magico in se ma piuttosto noi ci crediamo. E questo è precisamente ciò che crea in noi l’illusione di controllo che migliora la fiducia in noi stessi e ci permette di rispondere in maniera molto più assertiva alle
esigenze ambientali. 

Per esempio, in uno studio diretto dallo psicologo Lysann Damisch dell’Università di Colonia, ai partecipanti venne data una pallina da golf. Ma solo a metà di questi venne detto che questa pallina aveva portato fortuna ai giocatori che l’avevano usata prima. Risultati? Chi credeva di avere la “pallina fortunata” realizzò il 35% in più di tiri buoni rispetto a chi non venne detto nulla e quindi non pensava di disporre di una pallina speciale. 

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In uno studio realizzato dall’antropologo Richard Sosis dell’Università del Connecticut, si è potuto riscontrare che le donne che recitavano salmi per combattere la violenza, si sentivano più tranquille ed erano più propense ad uscire di casa rispetto a quelle che erano passate per situazioni similari ma che non mostravano comportamenti superstiziosi. 

Tanto in un esperimento come nell’altro, le persone si abbandonarono nelle mani delle proprie credenze superstiziose per ottenere un maggiore controllo e questo gli permise di svolgere una prestazione migliore. 

Un’altra delle leggi magiche più diffuse è che “tutto avviene per una ragione”, non esiste il caso. Questo viene definito: “ragionamento teleologico”, che assume le intenzioni e gli obiettivi che si trovano dietro alle situazioni della vita quotidiana. Questo avviene perché siamo abituati a
dare una spiegazione logica a tutto, a trovare una intenzionalità nel mondo. Per questo, quando non la troviamo, pensiamo che esista una ragione occulta che scopriremo in futuro. 

Certamente questo tipo d’illusione è utile anche a livello psicologico. Una ricerca diretta dalla psicologa Laura Kray dell’Università di Berkeley, ha stabilito che tutte le persone intervistate alludevano ad un punto di inflessione nelle loro vite. Curiosamente, mentre più profondo era l’impatto di questo cambiamento più forte erano le credenze superstiziose di attribuzione del tipo: “mi ha trasformato in ciò che sono ora”, “ha dato un senso alla mia vita” … Insomma, la credenza che il destino ci venga in aiuto a vivere meglio la nostra propria vita contribuisce a
creare una storia coerente che gli da senso. 

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Naturalmente, quest’idea funziona anche quando si tratta di punti di inflessione pregiudiziali o negativi. In uno studio diretto dallo psicologo Kenneth Pargament della Bowling Green State University, si è dimostrato che gli studenti che percepivano gli eventi negativi come “parte del piano di Dio”, mostravano una maggiore crescita personale. In altre parole, questi problemi li resero più resilienti, più estroversi e aprirono loro nuove prospettive. 

Ovviamente, questi benefici della superstizione non significano che il pensiero magico non abbia degli inconvenienti. Nel peggiore dei casi, questo può portare all’ossessione, al fatalismo o addirittura alla psicosi.

 

Fonti:

Damisch, L. et. Al. (2010) Keep Your Fingers Crossed! How Superstition Improves Performance. Psychological Science; 21(7): 1014–1020.

Sosis, R. et. Al. (2009) Scars for war: evaluating alternative signaling explanations for cross-cultural variance in ritual costs. Evolution and Human Behavior; 28(4): 234-247.

Kray, L. et. Al. (2006) Thinking within the box: The relational processing style elicited by counterfactual mind-sets. Journal of Personality and Social Psychology; 91(1): 33-48.

Kenneth I. et. Al. (1990) God help me: (I): Religious coping efforts as predictors of the outcomes to significant negative life events. American Journal of Community Psychology; 18(6): 793-824.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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