• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Intelligenza e Cognizione » La Teoria U: come facilitare l’insight

La Teoria U: come facilitare l’insight

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 28/06/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 17/03/2011

Come facilitare l'insight con la teoria U

Normalmente siamo convinti di poter apprendere dal passato, dalle nostre esperienze precedenti. Funziona più o meno così: facciamo qualcosa, valutiamo i risultati ottenuti e partendo da quelli “decidiamo” se è più o meno conveniente tornare a riutilizzare questa tecnica, strategia o metodo nel futuro. Ma non tutto l’apprendimento deve seguire questo percorso.

Sharmer ci propone una nuova forma di apprendimento: mediante il futuro emergente. La Teoria U si fonda nella convinzione che esistano molte forme per affrontare le problematiche intrinsecamente complesse e incerte. Quando affrontiamo problemi non ben definiti necessitiamo di una dose elevata di cratività e l’aiuto dell’insight. La Teoria U ci mostra un cammino, per giungere a soluzioni creative che si sostentano nell’insight, che si realizza in cinque fasi: Iniziazione, Sensazione, Riflessione, Creazione, Coinvolgimento.

1. Iniziazione. L’incapacità culturale di stabilire nuove relazioni tra i fenomeni è la ragione essenziale per la quale affrontiamo i problemi complessi in modo tanto inefficiente. Tentiamo di soluzionare le più diverse problematiche secondo i nostri schemi mentali, utilizzando strategie di pensiero prestabilite le quali impediscono che appaiano idee nuove e creative.

In questa fase dobbiamo aprirci alla realtà e tentare di comprendere la totalità del sistema. Il problema che dobbiamo affrontare non è un fattore esterno ma piuttosto parte di noi stessi e quindi dovremo superare i nostri modelli mentali.

Per riscoprire la realtà che ci circonda la Teoria U propone:

– Di sospendere la nostra tendenza a criticare e giudicare tutto. Dovremo coscientizzare che le nostre opinioni e credenze influiscono sulla realtà e quindi condizionano anche la nostra capacità di trovare soluzioni creative.

PER TE  Fusione cognitiva, quando i pensieri sono il nemico

– Essere capaci di ridirezionare. Dovremo imparare a considerare i fenomeni da diversi punti di vista, apprendere a essere empatici e riflettere sulle diverse prospettive.

– Considerare la realtà come un’insieme, un tuttuno. I comportamenti delle persone che ci circondano sono anche questi condizionati da diversi fattori e a loro volta, questi saranno determinati da altre circostanze. La realtà non è semplice e tnatomeno unicausale motivo per cui dovremo imparare a percepire e analizzare i fenomeni in una prospettiva il più possibile globale, d’insieme.

2. Sensazione o presenziare. La cultura occidentale ha stabilito un lemma: “l’importante non è cercare ma trovare la soluzione”, in questo modo l’insight e l’intuizione vengono relegati a un secondo piano o restano proprietà esclusiva degli artisti.

In questa seconda fase l’obiettivo essenziale è scoprire le relazioni tra ciò che pensiamo e ciò che sentiamo rispetto al problema. Si tratta di collegare l’intuito con la ragione, la spontaneità e la progettazione. Sharmer propone due forme di poter sviluppare questa potenzialità:

– Lasciar andare: si riferisce all’abbandonare gli stereotipi, le barriere, i giudizi rispetto alla qualità delle nostre idee.

– Lasciar entrare: lasciare che la mente si riempia di idee, che possono anche risultare pazzesche, estremamente immaginarie e astratte…non importa. Si tratta di lasciare che nuove visioni e forme di comprendere entrino nella nostra mente.

PER TE  Creatività: qual è il momento in cui siamo più creativi

3. Riflessione. In questa fase abbiamo già un’idea generale di quella che potrebbe essere la soluzione per cui è necessario cristallizzare, significa tradurre in pratica i passi fondamentali dell’idea generale, elaborarla nei dettagli e elaborare un piano d’azione.

4. Creazione. Implica mettere in pratica la nostra soluzione. Naturalmente, i primi tentativi possono essere infruttuosi per cui probabilmente necessiteremo di costruire vari prototipi, cambiare alcuni dettagli, aggiustare delle idee.

5. Coinvolgere. Sarebbe la fase in cui la soluzione viene condivisa con gli altri per cercare il loro contributo, aiuto, idee.

La Teoria U è un modello di apprendimento, senza alcun dubbio aperto alla creatività e all’insight, ma di nuovo ha ben poco. Già Rubinstein e Petrovsky, psicologi russi, negli anni 20 parlavano dell’importanza dei processi dell’immaginazione per riuscire a elaborare soluzioni creative e della necessità di liberarsi degli schemi mentali per poter giungere all’insight. Particolarmente la Teoria U mi sembra abbastanza simile ad altrettanti programmi diretti a sviluppare la creatività e i processi dell’insight, quasta volta con un pizzico di Zen nel fondo. Tuttavia, proporre in forma di “idee smontate” qualcosa che possa risultare utile alle persone non è mai sbagliato e precisamente questo è lo scopo di questo post.

Fonte:

Sharmer, O. (2008, Junio) Theory U: Leading from the future as it emerges. The social technology of presencing. In: Presencing Institute

 
 
 
Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Sabotaggio subdolo: la tattica più pericolosa utilizzata da psicopatici e narcisisti

I consigli di Seneca per schiarirsi le idee e sentirsi meglio

Il motivo (poco conosciuto) per cui si dimenticano i bei momenti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Sabotaggio subdolo: la tattica più pericolosa utilizzata da psicopatici e narcisisti
  • I consigli di Seneca per schiarirsi le idee e sentirsi meglio
  • Il motivo (poco conosciuto) per cui si dimenticano i bei momenti
  • Memoria tattile affettiva: perché ricordiamo un abbraccio più di una stretta di mano?
  • Una guida pratica per gli psicologi che desiderano digitalizzare la propria attività

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale