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La noia: quella sensazione di fare qualcosa che non ha senso

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Aggiornato: 23/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 21/04/2014

La noia
 
 
 

Quante volte ci ha assalito la sensazione che ciò che stiamo facendo è senza senso, qualcosa di inadeguato, errato o semplicemente scomodo? È come se improvvisamente una voce dentro di noi iniziasse a dirci: “cosa ci fai qui? Questo non è ciò che dovresti fare in questo momento.” La noia infatti deriva anche dalla sensazione che stiamo perdendo tempo facendo qualcosa di inutile.

Quando accade una o due volte al mese non è un problema, ma se succede spesso è molto probabile che qualcosa nella nostra vita non funzioni come dovrebbe. Se sentiamo che stiamo facendo qualcosa di inappropriato è perché siamo probabilmente coinvolti in una attività che non ci soddisfa. Forse non sappiamo nemmeno (almeno consciamente) cosa desideriamo realmente fare, ma siamo certi del non senso di ciò che stiamo facendo qui e ora.

Da dove proviene questa sensazione di noia?

Quando eravamo bambini c’era sempre qualcuno che ci diceva cosa dovevamo fare. A casa erano di solito i nostri genitori, mentre a scuola gli insegnanti. Allora volevamo diventare rapidamente adulti in modo che nessuno ci avrebbe più detto cosa dovevamo fare. Ed eccoci qua, siamo adulti e nessuno ci dice cosa dobbiamo fare, siamo gli artefici della nostra quotidianità. Ma lo siamo davvero? La storia non è così lineare come sembra, ad un certo punto lungo la strada si ingarbuglia.

Permettetemi una piccola parentesi.

L’antropologa Margaret Mead una volta sollevò una domanda trabocchetto molto interessante:qual è la differenza tra un russo e un americano?

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L’americano tende a fingere il mal di testa per evitare di prendere parte ad un obbligo sociale che non lo soddisfa mentre il russo, invece, ha realmente bisogno di farsi venire il mal di testa.

Cosa significa? Che l’americano usa la menzogna (riesce così a sfuggire all’obbligo, ma forse soffre di qualche rimorso), mentre il russo è in grado di autoindursi la cefalea così da restare in pace con la propria coscienza.

Allo stesso modo, una volta che siamo cresciuti, il controllo delle nostre azioni (che in precedenza avevano genitori e insegnanti) è passato a noi, ma ora è la società a darci il mal di testa. Cioè, fa in modo che noi rispettiamo tutte le regole e le convenzioni, anche se non ci sono più i nostri genitori o gli insegnanti a ricordarcelo.

Si tratta di un meccanismo di controllo così perfetto da sembrare quasi diabolico. Il problema però è che in questo modo tante persone non maturano mai restando perennemente bambini, lasciando insomma che la società continui a controllare le loro vite, senza mai sviluppare l’autodeterminazione. Invece di fare ciò che desiderano veramente, fanno ciò che pensano di dover fare. Quindi non è sorprendente che a volte appaia la sensazione di disagio, e con essa il dubbio di non stare facendo la cosa giusta.

Come affrontare questa sensazione?

La maggior parte delle persone non possono abbandonare di punto in bianco una vita costruita negli anni. Ma questo non significa essere condannati a conformarsi ad essa per sempre, si può iniziare a fare dei piccoli passi per eliminare quella sensazione di disagio e sostituirla con una sensazione di soddisfazione e di pace con se stessi. Come farlo?

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In primo luogo, determinando ciò che si vuole veramente fare della propria vita. Ci sono molte persone che non hanno stabilito degli obiettivi e quindi spesso si fanno assorbire dalle categorie degli altri, si lasciano coinvolgere in attività che non gli interessano e che fanno loro perdere energia e tempo prezioso. Quando si è stabilito cosa si vuole fare della propria vita, almeno
nel medio termine, sarà possibile porsi una serie di obiettivi che permetteranno di raggiungere questo obiettivo.

Il secondo passo è quello di organizzare le nostre attività quotidiane per includere quelle che veramente corrispondono al nostro progetto di vita. Non importa se all’inizio si può dedicare solo 4 ore alla settimana a queste attività, in seguito andremo gradualmente aumentando il tempo da dedicare alle attività che ci danno piacere.

Naturalmente, per fare spazio a nuove attività sarà prima necessario rivalutare tutto il vostro quotidiano e rimuovere tutte quelle attività che non apportano nulla. So che è difficile da mettere in pratica, perché amiamo le abitudini e la routine e tutto ciò che è nuovo ci spaventa, ma vi assicuro che una volta iniziato il cammino vedrete che ne vale la pena.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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