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Perché sospiriamo? La scienza ha trovato una risposta sorprendente

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perché sospiriamo
Sospirare ha una funzione sia fisiologica che psicologica. [Foto gratuita: Pexels]

Lo facciamo tutti. Nel bel mezzo di una riunione, mentre lavoriamo al computer, durante una discussione o persino mentre guardiamo un film. All’improvviso, senza pensarci, lasciamo uscire un profondo sospiro.

Chi ci sta intorno potrebbe interpretarlo come un segno di stanchezza, impazienza o frustrazione, ma la scienza ha scoperto che il più delle volte quel sospiro non ha nulla a che vedere con le nostre intenzioni sociali; si tratta piuttosto di un sofisticato strumento di autoregolazione che il cervello utilizza per mantenere l’equilibrio tra corpo e mente.

Il sospiro: molto più di un respiro profondo

Sebbene spesso pensiamo a un sospiro come a un semplice respiro profondo, tecnicamente si tratta di uno schema respiratorio specifico che consiste in un’inspirazione molto più profonda del solito, seguita da un’espirazione prolungata. Infatti, i sospiri sono respiri con un volume inspiratorio almeno doppio rispetto alla media.

Gli adulti sospirano spontaneamente tra le 9 e le 15 volte all’ora, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Non si tratta di un’abitudine appresa o di una stranezza, ma di un riflesso biologico presente anche in altri mammiferi.

Per lungo tempo si è creduto che la sua funzione fosse esclusivamente polmonare. E, in effetti, svolge un ruolo fondamentale nella respirazione perché ogni polmone contiene milioni di minuscole sacche d’aria chiamate alveoli, dove avviene lo scambio di ossigeno e anidride carbonica.

Durante la normale respirazione, alcuni di questi alveoli tendono a collassare parzialmente. Se ciò dovesse accadere sistematicamente, lo scambio gassoso diventerebbe sempre meno efficiente. È qui che entra in gioco il sospiro.

Sospirare funge da manovra di “mantenimento” perché espande con forza gli alveoli, li riapre e migliora l’efficienza respiratoria. Infatti, la ricerca neurofisiologica ha dimostrato che sospirare è così importante che la sua assenza comprometterebbe seriamente la funzionalità polmonare. Ma questa non è la sua unica funzione.

Qual è lo scopo di un sospiro? Il “pulsante di reset” del cervello

Uno studio condotto al Trinity College di Dublino ha scoperto che i sospiri spontanei agiscono come una sorta di “reset” fisiologico durante compiti prolungati, contribuendo a riorganizzare il nostro ritmo respiratorio e a mantenere un adeguato livello di attenzione.

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La nostra respirazione non è perfettamente regolare. Esiste una variabilità naturale che ci permette di adattarci ai cambiamenti dell’ambiente circostante. Tuttavia, quando ci dedichiamo a lungo alla stessa attività o siamo sotto stress, questo ritmo può diventare troppo caotico o, al contrario, eccessivamente rigido.

La psicologa Elke Vlemincx ha proposto la cosiddetta ipotesi del “reset”, secondo la quale sospirare riorganizza il ritmo respiratorio e ripristina un funzionamento più efficiente del sistema, consentendo il ripristino degli stati emotivi e facilitando le transizioni emotive. In altre parole, sospirare funziona come riavviare un computer che ha iniziato a rallentare.

Non elimina completamente il problema, ma aiuta il sistema a funzionare di nuovo correttamente. In effetti, non è un caso che i sospiri siano più frequenti durante situazioni stressanti o quando si affrontano compiti lunghi, ripetitivi e monotoni.

La ricerca ha inoltre rilevato che il numero di sospiri aumenta in situazioni di incertezza, sovraccarico cognitivo e stress emotivo. È interessante notare che la tensione muscolare di solito diminuisce dopo un sospiro e molte persone riferiscono una sensazione soggettiva di sollievo.

I ricercatori hanno scoperto che i sospiri erano associati anche a cambiamenti nel diametro della pupilla, rivelando il coinvolgimento del sistema di attivazione mediato dalla noradrenalina, una rete che controlla l’attenzione, la vigilanza e la risposta allo stress.

Da un punto di vista psicologico, tutto sembra indicare che il cervello utilizzi questo meccanismo per modulare il livello di attivazione del corpo. Dopo i sospiri, i ricercatori hanno osservato che la respirazione tornava a un ritmo più regolare, ma gli indicatori fisiologici suggerivano anche un riadattamento dello stato di allerta.

Questo potrebbe spiegare perché sospiriamo quando siamo stressati, ma anche quando guidiamo per lunghe distanze, lavoriamo per diverse ore o leggiamo documenti particolarmente complessi. Non significa necessariamente che ci annoiamo, ma semplicemente che il nostro sistema nervoso sta cercando di rimanere vigile ed efficiente.

Possiamo sfruttare il sospiro a nostro vantaggio?

Sì. Negli ultimi anni sono emerse diverse tecniche di respirazione ispirate al sospiro fisiologico, un meccanismo spontaneo che possiamo anche controllare. In pratica, consiste nell’inspirare profondamente, fare un secondo respiro più breve per riempire completamente i polmoni e infine espirare lentamente e prolungatamente.

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A differenza di altre tecniche di respirazione che richiedono diversi minuti per manifestare i loro effetti, il sospiro fisiologico può produrre una diminuzione relativamente rapida dell’attivazione del sistema nervoso. Allungando l’espirazione, favorisce l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico (responsabile dei processi di riposo e recupero), contribuendo a ridurre la sensazione di tensione e a ripristinare una respirazione più regolare.

Può essere particolarmente utile in quei momenti in cui si nota un aumento dello stress, ad esempio prima di una presentazione, dopo aver ricevuto una notizia sconvolgente, nel bel mezzo di una discussione o quando ci si è concentrati per ore e ci si sente mentalmente sopraffatti. Non eliminerà il problema, ma almeno contribuirà a ridurre l’intensità della risposta fisiologica, permettendovi di pensare con maggiore lucidità e di reagire con più calma.

Quando è il caso di preoccuparsi?

Come per molti meccanismi biologici, la quantità è importante. Gli specialisti distinguono tra sospiri fisiologici, che sono del tutto normali e necessari, e sospiri eccessivi.

Le persone affette da ansia, disturbo di panico o determinati problemi respiratori spesso sospirano più frequentemente. In questi casi, il sospiro smette di essere uno strumento di regolazione e può diventare un sintomo del problema di fondo, alimentando la sensazione di mancanza di respiro e un’accresciuta consapevolezza del proprio corpo.

Pertanto, se avvertite costantemente il bisogno di respirare profondamente o di sospirare per riempire i polmoni, è consigliabile consultare un professionista per escludere cause sia mediche che psicologiche.

Riferimenti:

Ralph, W. G. et. Al. (2026) Sighs Shape Respiratory Variability and Pupil Dynamics and Adapt to Sustained Attention Demands. Psychophysiology; 63(1): e70245.

Severs, L. J. et. Al. (2022) The psychophysiology of the sigh: I: The sigh from the physiological perspective. Biol Psychol; 170: 108313.

Vlemincx, E. et. Al. (2022) The psychophysiology of the sigh: II: The sigh from the psychological perspective. Biol Psychol; 173: 108386. 

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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