• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Cervello » Sei una persona razionale o emotiva? La risposta è nel tuo cervello

Sei una persona razionale o emotiva? La risposta è nel tuo cervello

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email
Sei una persona razionale o emotiva?

Non reagiamo tutti allo stesso modo. Le persone estremamente sensibili spesso si sentono facilmente sopraffatte dalla tristezza o dalla sofferenza degli altri. D’altra parte, c’è chi assume una prospettiva più pragmatica e si difende meglio da questa ondata emotiva.

Ci sono persone che piangono guardando un film e si spaventano davanti alle scene horror mentre altre assumono una prospettiva più razionale e non si sentono così toccate emotivamente. Da cosa dipendono queste differenze?

Il cervello delle persone razionali differisce da quello delle persone più emotive

I neuroscienziati della Monash University hanno scoperto che esistono differenze fisiche nel cervello delle persone che reagiscono emotivamente ai sentimenti degli altri e di coloro che rispondono in modo più razionale.

Questi ricercatori hanno analizzato la densità della materia grigia di 176 persone valutandone i livelli di empatia cognitiva e affettiva. L’empatia cognitiva, chiamata anche “empatia limitata”, implica la comprensione del punto di vista dell’altro da una prospettiva fondamentalmente intellettuale. D’altra parte, l’empatia affettiva implica provare i sentimenti di un altro.

I risultati hanno mostrato che le persone che sperimentavano un’empatia affettiva più forte avevano anche una maggiore densità di materia grigia nell’insula, una regione situata proprio al “centro” del cervello. Questa struttura gioca un ruolo chiave nella percezione e nella regolazione delle emozioni, in particolare dei sentimenti che hanno una componente sociale, come l’empatia, la vergogna e il senso di colpa. Infatti, è coinvolta nella percezione e nell’elaborazione dei segnali sociali non verbali, come l’espressione facciale e il linguaggio del corpo, oltre ad essere coinvolta nella regolazione del sistema nervoso autonomo.

PER TE  Mangiare con la mente: 5 curiosità

Al contrario, coloro che mostravano una maggiore empatia cognitiva avevano una maggiore densità nella corteccia cingolata media, un’area che collega i due emisferi del cervello. Quest’area, in particolare, è essenziale anche per fare previsioni sui risultati comportamentali e aiutarci a eseguire le decisioni. Inoltre, interviene nei processi di valutazione costi-benefici che sono alla base della scelta di una strategia o di un piano d’azione. 

Ciò significa che il cervello delle persone più razionali reagisce diversamente da quello delle persone più emotive, privilegiando un’elaborazione più cognitiva e pragmatica che, in un certo senso, tiene a bada le emozioni per evitare che prendano il controllo e causino un sequestro emozionale.

Preoccupazione empatica, la via di mezzo ideale

L’empatia è uno stato complesso in cui spesso gli aspetti razionali e affettivi si fondono. Dobbiamo sperimentare ciò che prova l’altra persona ma, allo stesso tempo, dobbiamo capire le sue motivazioni. Spesso, infatti, essere eccessivamente empatici porta alla cosiddetta “sindrome da empatia”, una condizione in cui il dolore degli altri finisce per sopraffarci, tanto che ci danneggiamo e non siamo in grado di aiutare chi soffre.

PER TE  Il Progetto MK ULTRA: il discusso programma della CIA che aveva lo scopo di modificare il comportamento

La preoccupazione empatica, d’altro canto, è la capacità di riconoscere gli stati emotivi degli altri e di connettersi emotivamente. Tuttavia, anche se possiamo sperimentare un certo grado di disagio personale, siamo in grado di affrontarlo e mostrare una preoccupazione genuina che ci permette di aiutare, piuttosto che restare paralizzati da sentimenti travolgenti.

È possibile trovare quella via di mezzo nonostante la configurazione del cervello?

Ovviamente. Il cervello può scatenare la prima reazione, ma abbiamo il potere di sviluppare l’autoregolazione emotiva per poter controllare questi sentimenti prima che ci travolgano o, al contrario, cercare di avere una prospettiva più ravvicinata per non limitarci al livello cognitivo.

Il cervello è un organo molto malleabile che si caratterizza proprio per la sua flessibilità. Essere consapevoli delle nostre prime reazioni ci permetterà di trattenerle per compensare eventuali carenze o punti ciechi che ci portano a prendere decisioni sbagliate o ci spingono ad agire in modo disadattivo. Alla fine, decidi tu!

Fonte:

Eres, R. et. Al. (2015) Individual differences in local gray matter density are associated with differences in affective and cognitive empathy. NeuroImage; 117(15): 305-310.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Andare in terapia non serve solo nei momenti di crisi; ci aiuta anche a capire meglio noi stessi

Il consiglio di Marco Aurelio: preoccupati più del tuo carattere che della tua reputazione

La psicologia spiega perché lamentarsi del caldo lo rende ancora più insopportabile

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Andare in terapia non serve solo nei momenti di crisi; ci aiuta anche a capire meglio noi stessi
  • Il consiglio di Marco Aurelio: preoccupati più del tuo carattere che della tua reputazione
  • La psicologia spiega perché lamentarsi del caldo lo rende ancora più insopportabile
  • Sei sicuro che le persone difficili ti rendano la vita un inferno? Ecco 3 vantaggi inaspettati nel relazionarsi con loro
  • Perché conserviamo oggetti che non usiamo più? Ecco 5 ragioni psicologiche

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale