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Psicoterapia infinita: Strada verso la cura o l’immobilismo?

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Aggiornato: 08/12/2023 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 07/10/2013

psicoterapia infinita
 

La maggioranza dei pazienti che entrano nell’ambulatorio di uno Psicologo come prima cosa chiedono quanto durerà la terapia. Infatti, le loro ragioni non sono del tutto infondate, dato che si sentono molte storie che affermano che la terapia psicologica può durare settimane, mesi e anche anni.

 
Così, ogni volta che termina una sessione, il paziente attende che lo psicologo lo congedi, ma invece di queste parole sente uno scoraggiante: “ci vediamo la prossima settimana”. E la storia si ripete settimana dopo settimana.
 
Di fatto, se parlate con persone che ne hanno avuto bisogno vi confermeranno tutte di essere rimasti in terapia molto più a lungo di quanto non immaginassero.
 

Cosa dice la scienza

 
Secondo uno studio pubblicato nell’American Journal of Psychiatry, solo il 42% delle persone che riceve psicoterapia necessita tra le tre e le 10 sessioni. Tuttavia, una persona ogni nove va oltre le venti sessioni.
 
Per questo 11% la terapia si può trasformare in un vero e proprio vicolo cieco. Infatti, questo studio ha
dimostrato che mentre più lunga è la psicoterapia tanto più inefficace sarà. Ad ogni modo, molti terapeuti si mostrano riluttanti ad ammettere la sconfitta, soprattutto gli psicoanalisti.
 
Continuando con la ricerca scientifica, uno studio pubblicato nel Journal of Counseling Psychology, ha scoperto che le persone tendevano a mostrare un notevole miglioramento tra la settima e la decima sessione. In quest’occasione si sono analizzate quasi 2.000 persone e si è scoperto che l’88% migliorava
dopo la prima sessione ma il tasso di successo andava diminuendo con il passare del tempo. Infatti, dopo 12 sessioni l’indice di miglioramento era del 62%.
 

La visione del terapeuta

 
Uno studio curioso sviluppato dall’Università della Pennsylvania, ha dimostrato che la maggioranza degli psicoterapeuti tradizionali necessita in media di 22 sessioni prima di riconoscere che la terapia non funziona. Tra questi, solo il 12% invia il paziente ad un altro specialista perché implementi delle tecniche o un’approssimazione terapeutica differenti.
 
Le ragioni per questa “cecità di fronte all’immobilismo” sono molte, una di queste è che ogni persona è un mondo a se ed alcuni disturbi psicologici sono particolarmente difficili da trattare.

Questo è vero, ma tutto ha un suo limite, dato che molte persone ricorrono allo psicologo con problemi abbastanza semplici che si possono risolvere con due o tre sessioni di orientamento.
 

Un problema di prospettiva terapeutica?

 
Uno studio sviluppato dal National Institute for Health and Welfare in Finlandia, ha scoperto che i pazienti degli psicoterapeuti con un’approssimazione più proattiva miglioravano più rapidamente rispetto a quelli che ricorrevano a psicoterapeuti con una prospettiva più cauta e meno intrusiva.
 
Ovviamente, l’approssimazione cambia in ogni caso ma generalmente, quando qualcuno arriva nell’ambulatorio perché il partner o il coniuge lo ha abbandonato, non si necessita di sprecare delle ore
a palare del tema o a rivangare dettagli della sua infanzia ma, piuttosto, si ha bisogno di ricorrere a orientamenti precisi e strategie mirate per affrontare il suo dolore.
 
Naturalmente, non è un segreto per nessuno che la terapia psicoanalitica tende ad essere lunga mentre che le sessioni nelle quali si applica la terapia comportamentale tendono a mostrare risultati più rapidamente. Tuttavia, il segreto sta nel fatto che il terapeuta riesca ad essere capace di gestire diverse tecniche con l’obiettivo di applicare quelle più adeguate ad ogni caso. Non dobbiamo dimenticare che il nostro obiettivo come psicologi è quello di offrire alla persona gli strumenti psicologici per renderla indipendente dalla nostra azione terapeutica.
 

La quota di responsabilità del paziente

 
Una relazione psicoterapeutica è bidirezionale, perché funzioni, il paziente deve compromettersi pienamente con la terapia. Se non lo fa, questa potrà allargarsi oltre il previsto. Disgraziatamente,
nell’immaginario popolare sussistono ancora molti miti in merito a cosa è realmente una sessione di psicoterapia. Alcuni pensano che basti stendersi su di un divano e parlare mentre altri credono che gli si deve dare dei consigli.
 
Certo è che, una sessione di psicoterapia ha l’obiettivo di costruire una relazione nella quale il terapeuta aiuta il paziente ad incontrare la soluzione migliore per i suoi problemi. Questo significa che anche il paziente deve imparare ad assumersi le sue responsabilità.
 
 
Fonti:
 
Heinonen, E. et. Al. (2012) Therapists’ professional and personal characteristics as predictors of outcome in short- and long-term psychotherapy. Journal of Affective Disorders;
138(3):301-312.
 
Hyun-nie, A. & Wampold, B. E. (2001) Where oh where are the specific ingredients? A meta-analysis of component studies in counseling and psychotherapy. Journal of Counseling Psychology; 48(3): 251-257.
 
Crits-Christoph, P. (1992) The efficacy of brief dynamic psychotherapy: A meta-analysis. The American Journal of Psychiatry; 149(2): 151-158.

Howard, K. I. et. Al. (1986) The dose–effect relationship in psychotherapy. American Psychologist; 41(2): 159-164.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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