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L’arciere e il monaco Zen: un racconto svela il segreto per avanzare sotto pressione

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L'arciere e il monaco Zen

Dopo aver vinto diverse gare di tiro con l’arco, un vanitoso giovane campione sfidò un maestro Zen famoso per la sua abilità di arciere. Il giovane aveva dimostrato una grande padronanza tecnica centrando il bersaglio al primo tentativo e poi dividendo a metà la stessa freccia al secondo tiro.

‘Dimmi se puoi eguagliarlo’, sfidò il vecchio.

Ma il maestro non tese l’arco, fece invece cenno al giovane arciere di seguirlo attraverso la montagna. Incuriosito dalle intenzioni del vecchio monaco Zen, il campione ne seguì i passi fino alla cima di una montagna. Poi giunsero ad un abisso profondo attraversato da un tronco piuttosto debole e insicuro.

Il vecchio maestro camminò sul tronco pericolante, si fermò a metà e scelse come bersaglio un albero lontano. Poi tirò fuori l’arco e tirò con precisione.

‘Ora tocca a te’, disse al giovane arciere mentre camminava con grazia verso un terreno sicuro.

Il giovane guardò con terrore l’abisso che si apriva davanti ai suoi piedi e non riuscì nemmeno a muovere un passo sul tronco, quindi non poté tirare al bersaglio.

‘Hai una grande abilità con il tuo arco’, gli disse il vecchio maestro, ‘ma hai poca abilità con la mente che ti permette di scoccare la freccia.’

Se non controlli le tue emozioni, non controlli nulla

Questa antica parabola Zen ci ricorda l’importanza di saper gestire le nostre emozioni. Dimostrare le nostre capacità quando tutto va bene non è difficile, quello che è veramente complicato è continuare a mantenere quel livello di prestazione quando siamo alle corde.

PER TE  Paura derivata: le paure che rovinano le nostre vite, secondo Zygmunt Bauman

Quando il mondo si rivolta contro di noi e siamo consumati dalla paura, dall’ansia, dalla tristezza o dalla rabbia, le nostre capacità si offuscano, perdiamo la fiducia e i nostri obiettivi diventano irraggiungibili.

Infatti, nella filosofia Zen, la vera maestria deriva non solo dall’abilità fisica ma dall’armonia mente-corpo. Solo l’equilibrio mentale garantisce che saremo in grado di usare le abilità e le competenze apprese in tempi difficili. Senza quella pace interiore, senza il necessario autocontrollo e fiducia in noi stessi, la nostra conoscenza sarà diluita e ci sarà di scarsa utilità.

Sentimenti ed emozioni intensi possono paralizzarci o generare uno stato di attivazione nervosa che ci impedisce di concentrarci. In questo modo corriamo il rischio di perdere la concentrazione, di non riuscire a individuare ciò che è veramente importante e di comportarci in modo irregolare. Quando non riusciamo a controllare le nostre emozioni, le nostre forze vengono meno e diventiamo vulnerabili, come una foglia mossa dal vento delle circostanze.

Il vero successo si misura dalla crescita interiore

La storia “L’arciere e il monaco Zen” ci ricorda che dobbiamo coltivare la pace interiore, l’armonia e l’autocontrollo. Il successo non si misura solo dai risultati esterni, ma anche dal livello di crescita interiore che abbiamo raggiunto lungo il percorso.

Rimanere calmi e concentrati è essenziale quando le cose vanno male. Come si suol dire, “un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio”. Dobbiamo quindi assicurarci di non rifuggire i momenti di tensione o i problemi perché queste situazioni ci danno l’opportunità di metterci alla prova e crescere.

PER TE  Perché dobbiamo imparare a vivere nel presente senza pensare così tanto al futuro

La resilienza, la pazienza e l’autocontrollo emotivo si sviluppano proprio in mezzo alle avversità. Ma non si sviluppano lottando contro gli eventi, come se fossero un nemico da sconfiggere, ma imparando a controllare lo tsunami emotivo che solitamente generano dentro di noi.

Uno studio condotto presso le università del Michigan e dell’Oregon, ad esempio, ha dimostrato che accettare le emozioni contrastanti che proviamo mentre perseguiamo un obiettivo ci aiuta a sviluppare una nuova consapevolezza delle nostre priorità e a vedere meglio le opportunità disponibili che portano a risultati ottimali. “Col tempo, abbracciare queste emozioni ci porta a una maggiore autorealizzazione”, hanno concluso questi psicologi.

Vale quindi la pena prendersi il tempo necessario per riflettere sull’impatto delle emozioni sulle proprie decisioni e sulla performance quotidiana. Ricorda che ogni tiro mancato è un’opportunità per comprendere meglio le tue reazioni e adattare il tuo approccio. Impara ad affrontare le frustrazioni, gli intoppi e le difficoltà perché prima o poi li incontrerai lungo il cammino e se non sei preparato ti metteranno KO. D’altra parte, se imparerai ad affrontarli con serenità e fiducia, saranno un’occasione per continuare a crescere e sviluppare quello scudo di equanimità che proteggerà il tuo benessere quando tutto sembrerà rivoltarsi contro di te.

Fonte:

Mejía, S. T. & Hooker, K. (2017) Mixed Emotions Within the Context of Goal Pursuit. Curr Opin Behav Sci.; 15: 46–50.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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