• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Salute Mentale » Il segnale che non svilupperai la demenza

Il segnale che non svilupperai la demenza

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 30/01/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 14/11/2018

segnale che non svilupperai la demenza

 

Con il passare degli anni la memoria a breve termine peggiora, è una normale conseguenza del processo d’invecchiamento. È difficile conservare le nuove informazioni e dimenticarsi è all’ordine del giorno, così molte persone si preoccupano pensando che si tratti di uno dei primi segni di demenza.

Tuttavia, solo quando i problemi di memoria sono molto più seri possono indicare lo sviluppo di una qualche forma di demenza, un processo neurodegenerativo che prima cancella la nostra capacità di fissare le nuove informazioni e quindi i ricordi di una vita.

Sfortunatamente la demenza è una malattia piuttosto comune. L’OMS indica che nel mondo 50 milioni di persone soffrono di demenza e ogni anno vengono registrati 10 milioni di nuovi casi. Mantenersi attivi intellettualmente aiuta a prevenire questo problema o, almeno, a ritardarne l’apparizione. Ma c’è una caratteristica che riduce significativamente il rischio di soffrire di demenza: renderci conto che la nostra memoria sta peggiorando.

Per un certo periodo, i medici sospettarono che le persone che ignorano i loro problemi di memoria hanno un rischio maggiore di soffrire di demenza, ma finora si trattava solo di osservazioni cliniche.

PER TE  Il mal di testa emozionale

Ora i ricercatori della McGill University di Montreal apportano nuove prove a sostegno di questa ipotesi. I ricercatori reclutarono 450 persone che soffrivano di lievi deficit di memoria e confrontarono le loro esperienze con le opinioni obiettive di familiari e amici per confermare il grado di consapevolezza riguardo alla qualità reale della loro memoria.

Due anni dopo, scoprirono che le persone che ignoravano i loro problemi di memoria avevano un rischio tre volte superiore di sviluppare una qualche forma di demenza. Quelli che non erano a conoscenza delle loro difficoltà di memoria mostravano un quadro neurologico peggiore: avevano una disfunzione metabolica a livello cerebrale e una maggior quantità di proteine ​​amiloidi, le placche correlate all’insorgenza dell’Alzheimer.

Infatti, l’anosognosia, che letteralmente significa “ignoranza della malattia”, è uno dei più comuni sintomi di demenza, e di altri problemi neurologici in cui la persona non si rende conto di soffrire un deficit perché il danno organico gli impedisce di sviluppare la percezione di ciò che sta accadendo.

Come sviluppare la consapevolezza di sé?

Ci sono diversi modi per sviluppare la consapevolezza di sé, ma uno dei più efficaci è praticare la meditazione mindfulness. In effetti, uno degli obiettivi principali della mindufulness è sviluppare la piena consapevolezza.

PER TE  Troppi messaggi SMS o WhatsApp danneggiano la salute mentale

I ricercatori della Harvard University e della Justus Liebig-University analizzarono l’impatto della meditazione mindfulness e scoprirono che, in effetti, provoca dei cambiamenti a livello cerebrale, specialmente nelle aree relative all’autocoscienza, la rappresentazione del corpo e la gestione delle emozioni.

La meditazione mindfulness ti aiuterà ad avere più controllo sulla tua mente ed entrare in sintonia con i segnali che il tuo corpo ti invia. Attiva una serie di cambiamenti positivi nella percezione del tuo “io” che ti consentiranno di essere più attento ai cambiamenti emotivi e fisici che sperimenti, aiutandoti quindi a prevenire la demenza. Infatti, molti programmi terapeutici per contrastare l’avanzata della perdita di memoria ricorrono proprio alla meditazione mindfulness.

 

Fonti:
Therriault J, et. Al. (2018) Anosognosia predicts default mode network hypometabolism and clinical progression to dementia. Neurology. Gotink, R. A. et. Al. (2016) 8-week Mindfulness Based Stress Reduction induces brain changes similar to traditional long-term meditation practice – A systematic review. Brain and Cognition; 108: 32–41. Hölzel, B. K. et. Al. (2011) How Does Mindfulness Meditation Work? Proposing Mechanisms of Action From a Conceptual and Neural Perspective. Perspectives on Psychological Science; 6(6): 537-559.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Cerchi sempre di controllare le tue emozioni? Potresti finire per peggiorare il tuo stato emotivo

Il saggio pensa ai suoi problemi solo quando ha senso farlo: la lezione di Russell sulle preoccupazioni

La felicità non dipende solo da te: 5 cose che i paesi più felici del mondo hanno in comune, secondo la scienza

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Cerchi sempre di controllare le tue emozioni? Potresti finire per peggiorare il tuo stato emotivo
  • Il saggio pensa ai suoi problemi solo quando ha senso farlo: la lezione di Russell sulle preoccupazioni
  • La felicità non dipende solo da te: 5 cose che i paesi più felici del mondo hanno in comune, secondo la scienza
  • Le 5 fasi del dolore dopo aver ricevuto una diagnosi terminale
  • Il percorso della mente dopo un incidente stradale: come si sviluppa il disturbo da stress post-traumatico

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale