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Home » Crescita Personale » Conosci i tuoi trigger emotivi?

Conosci i tuoi trigger emotivi?

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Aggiornato: 10/11/2023 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 28/05/2021

trigger emotivi

Abbiamo tutti dei trigger emotivi che attivano determinati sentimenti e ci inducono ad agire in modo impulsivo. A volte possiamo arrabbiarci senza avere un motivo valido. Altre volte possiamo sentirci stressati, tristi o frustrati da cose insignificanti senza conoscere il motivo sottostante.

Probabilmente avrai notato che certi argomenti di conversazione provocano sempre le stesse emozioni spiacevoli. Forse ti arrabbi quando si tratta di questioni finanziarie o ti senti in colpa quando si tratta di questioni familiari. Questi problemi non sono semplici punti “sensibili”, ma trigger emotivi che nascondono un problema più profondo.

Cosa sono i fattori scatenanti in ambito psicologico?

I fattori scatenanti sono eventi che mettono in moto determinati processi psicologici. Non sono una causa in sé e per sé, ma l’ultima “spinta” per far emergere un problema psicologico di fondo. I trigger emotivi sono come “pulsanti rossi” che, se premuti, attivano determinate emozioni e sentimenti.

Qualsiasi stimolo può diventare un fattore scatenante. Può essere una questione che ci causa disagio, ma può anche essere una persona con cui abbiamo un conflitto latente, un ricordo o anche un odore particolare. Gli odori, infatti, sono trigger emotivi particolarmente intensi perché agiscono direttamente sul nostro sistema limbico, ingannando la mente razionale.

Quali reazioni provocano i trigger emotivi?

I trigger emotivi, di solito, non sono stimoli minacciosi o perturbanti. Il problema è che attivano contenuti emotivi che sì lo sono. Ad esempio, una melodia può innescare un ricordo traumatico o spiacevole. La canzone in sé non è pericolosa, ma il ricordo che attiva lo è. Il potere dei trigger emotivi è che attivano traumi o esperienze del passato che generano una risposta intensa di rifiuto, ansia o rabbia.

Quando ci esponiamo a una situazione scatenante, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene mette in moto un complesso processo di autoprotezione che ci prepara a tre possibili azioni: combattere, fuggire o paralizzarci. Quindi viene attivata la produzione di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, che inondano il nostro flusso sanguigno. Quando vengono rilasciati gli ormoni dello stress, l’ansia sale alle stelle e subiamo un sequestro emozionale che ci priva delle nostre capacità di affrontamento. Questo ci fa smettere di pensare razionalmente e ci lasciamo trasportare dai primi impulsi.

La maggior parte dei trigger emotivi sono sottili e difficili da rilevare. Probabilmente non ti rendi nemmeno conto che sono state innescate alcune reazioni emotive. Ad esempio, possiamo reagire con rabbia quando ci viene posta una domanda apparentemente innocua perché affronta un argomento delicato che vogliamo ignorare o che ci fa sentire particolarmente a disagio.

La domanda è il fattore scatenante emotivo, ma non è la causa o il problema. L’origine di queste reazioni emotive è molto più profonda e richiede un arduo processo d’introspezione per capire perché determinati argomenti generano una risposta affettiva così intensa. È probabile che scopriremo che questi sono aspetti della nostra vita di cui ci sentiamo insoddisfatti, ombre nostre che non vogliamo accettare o traumi che non abbiamo completamente superato.

PER TE  Come diventare persone di successo

Uno studio condotto presso l’Università dell’Illinois ha scoperto che le persone che rispondono a un numero maggiore di trigger emotivi hanno maggiori probabilità di sviluppare compulsioni e ossessioni, il che non sorprende perché questi contenuti psicologici esercitano una pressione costante sulla nostra mente.

È oggetto di discussione l’importanza dei trigger emotivi anche in ​​alcune malattie fisiche, come l’infarto del miocardio, perché si è visto che immediatamente prima dell’infarto molte persone riferiscono di provare sentimenti particolarmente intensi di rabbia, ansia, tristezza, dolore o stress acuto. Ciò significa che imparare a riconoscere e gestire i trigger emotivi è essenziale per il nostro equilibrio psicologico e la nostra salute.

Evitare o affrontare, questa è la domanda

Conoscere i nostri trigger emotivi ci dà potere su di loro. Se siamo consapevoli di ciò che ci irrita, ci fa arrabbiare o ci destabilizza, possiamo decidere come agire per proteggere il nostro equilibrio mentale.

A questo punto abbiamo due possibilità: evitare le situazioni che attivano questi fattori psicologici per prevenire le emozioni che generano o fare un lavoro psicologico più profondo per far sì che smettano di attivare quelle reazioni emotive.

Evitare i trigger emotivi è la soluzione più semplice, ma non è sempre possibile o efficace. Ci sono problemi o situazioni che non si possono evitare eternamente. Inoltre, l’evitamento ci porta a vivere in una zona di comfort troppo ristretta, dalla quale temiamo di uscire perché non vogliamo affrontare gli stimoli che ci mettono a disagio.

Scappare dalla realtà cercando di vivere in una bolla non è realistico. Possiamo trovare trigger emotivi dove meno ce lo aspettiamo e finiranno per farci del male se non impariamo ad affrontarli. Pertanto, a lungo termine, la cosa più conveniente è lavorare con i contenuti psicologici che generano questa reazione sproporzionata.

Considera che ciò a cui resisti, persiste. Più spingiamo verso il basso un contenuto psicologico per cercare di nasconderlo, più forza avrà quando riaffiorerà nella coscienza. L’evitamento a lungo termine aumenta la possibilità di rimanere bloccati in un ciclo di ipervigilanza in cui siamo sempre alla ricerca di ciò che può andare storto, il che aumenta le possibilità di sviluppare stress post-traumatico.

Come disattivare i trigger emotivi in ​​3 passi?

Mentre lavoriamo sui contenuti psicologici problematici, è utile imparare a disinnescare le reazioni che provocano i trigger emotivi.

1. Conosci il “punto di non ritorno”

PER TE  Non stai scegliendo male. Stai scegliendo ciò che, in fondo, credi di meritare

Abbiamo tutti un punto di non ritorno, a partire dal quale le emozioni prendono il sopravvento e ci impediscono di agire razionalmente. Dobbiamo imparare a rilevare i primi segni di stress, rabbia, frustrazione o ansia per impedirgli di crescere e portarci a quel punto. Questi segni si vedono sul corpo, ma variano da persona a persona. Alcuni possono provare una grande tensione muscolare, altri una sensazione di oppressione al petto o il respiro accelerato. Devi solo trovare i segnali fisici che indicano che il trigger emotivo ha colpito nel segno e sta scatenando una reazione affettiva intensa.

2. Calmare il corpo

Quando comprendiamo la nostra risposta emotiva, possiamo sradicarla intraprendendo l’azione opposta. Se lo stress o la rabbia aumentano, possiamo applicare tecniche per rilassarci in dieci minuti o eseguire esercizi di respirazione, ad esempio. Calmare il corpo è un passaggio essenziale per concentrarsi sul qui e ora perché queste emozioni danno luogo ad una mentalità frenetica e disorganizzata che ci impedisce di implementare strategie di affrontamento adattive. Dobbiamo ricordare che interpretiamo la realtà in base al nostro stato d’animo, in modo che quando siamo ansiosi o arrabbiati, la nostra percezione della minaccia sarà maggiore e non saremo in grado di risolvere il problema oggettivamente. Pertanto, calmare il corpo ci aiuterà a calmare la mente.

3. Etichetta le emozioni senza giudicarle

Una volta che ci siamo calmati e la nostra mente è più rilassata, possiamo analizzare cosa è successo. Dobbiamo chiederci: quale situazione, pensiero o immagine ci ha portato al punto di perdere il controllo? Cosa abbiamo provato prima, durante e dopo l’evento? È importante essere in grado di etichettare le emozioni senza giudicarle. Dobbiamo tenere presente che non sono né buone né cattive, ma solo portatrici di un messaggio più profondo. Ci aiutano a scoprire qual è il fattore scatenante alla base e ci guidano al vero problema da risolvere.

Imparare a calmarci ed esplorare i nostri trigger emotivi, essere in grado di analizzarli ed elaborarli in modo distaccato, ci darà un’enorme fiducia. In questo modo, la prossima volta che saremo esposti a questi fattori scatenanti, non ci sentiremo minacciati e le emozioni non saranno così travolgenti. In questo modo possiamo decidere come agire, invece di reagire impulsivamente.

Fonti:

Lubis, N. et. al. (2018) Emotional Triggers and Responses in Spontaneous Affective Interaction: Recognition, Prediction, and Analysis. Transactions of the Japanese Society for Artificial Intelligence; 33(1): DSH-D_1-10.

Edmondson, D. et. Al. (2013) Emotional triggers in myocardial infarction: do they matter? Eur Heart J; 34(4):300-6.

Abramowitz, A. & Berenbaum, H. (2007) Emotional triggers and their relation to impulsive and compulsive psychopathology. Personality and Individual Differences; 43(6): 1356-1365.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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