
Ci sono giorni in cui la nostra mente sembra diventare il nostro peggior nemico. I pensieri negativi si accumulano, le preoccupazioni si ripetono in un ciclo infinito e siamo accompagnati da una vaga sensazione di spossatezza mentale da cui non riusciamo a liberarci. Seneca aveva una soluzione molto semplice, ma estremamente efficace, per ritrovare il nostro centro di gravità quando tutto sembra accelerare.
Il consiglio stoico per sentirsi meglio
A volte, nel tentativo di sentirci meglio, complichiamo inutilmente le nostre vite. Tra app per il benessere e voci di “esperti” che raccomandano cose diverse, è facile complicare eccessivamente ciò che è semplice e finire per aggiungere ulteriore stress quando ciò di cui abbiamo veramente bisogno è rilassarci.
Seneca raccomandava nel De tranquillitate animi: “È consigliabile ampliare la mente concedendole un po’ di tempo libero che la incoraggi e la rafforzi; e la passeggiata che si fa dovrebbe essere in aperta campagna, in modo che, sotto il cielo aperto e con tanto respiro, lo spirito possa essere elevato e rafforzato.”
Per i filosofi stoici, camminare non era semplicemente un’attività fisica, ma una pratica intenzionale e contemplativa in cui ci si disconnette dal caos esterno e ci si immerge nell’introspezione. Quando il corpo si mette in movimento e il respiro si espande con l’aria fresca, la mente trova lo spazio per organizzarsi.
La scienza lo conferma. L’attività fisica riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e aumenta le endorfine e la serotonina, gli ormoni del benessere. Non è nemmeno necessario fare una lunga passeggiata. Uno studio condotto all’Università del Mississippi ha dimostrato che bastano anche solo 10 minuti di camminata per migliorare l’umore.
Perché camminare nella natura schiarisce la mente?
Camminare nella natura ha qualcosa di quasi “magico” perché non è un’attività da fare di più, ma da smettere di fare. Quando ci si allontana dal rumore del mondo, ci si disconnette dagli schermi e ci si lascia alle spalle gli impegni, si crea uno spazio in cui la mente smette di essere in costante modalità di reazione. In quel silenzio, tutto inizia a riorganizzarsi. Ciò che sembrava urgente perde intensità e ciò che appariva sfocato inizia a chiarirsi senza sforzo.
La chiave non è solo il movimento, ma l’ambiente naturale. Uno studio condotto all’Università di Stanford ha scoperto che camminare nella natura riduce la ruminazione. Le persone che hanno fatto una passeggiata di 90 minuti in un ambiente naturale hanno mostrato una minore attivazione nella corteccia cingolata subgenuale, un’area del cervello legata alla ruminazione e all’autocritica, che svolge un ruolo chiave nello sviluppo della depressione.
Questo ha una spiegazione fisiologica. Quando si cammina, il corpo sviluppa un ritmo ripetitivo e stabile che funge da una sorta di ancora. Questo movimento continuo e senza fretta segnala al sistema nervoso che non c’è un pericolo imminente. A poco a poco, l’attivazione diminuisce, la tensione si attenua e la mente smette di saltare da un pensiero all’altro con tanta urgenza.
Poi la mente si schiarisce. Smettiamo di fonderci con i nostri pensieri. Normalmente viviamo in uno stato di fusione cognitiva, presumendo che ogni pensiero sia una verità che esige attenzione immediata. Ma quando camminiamo senza distrazioni, iniziamo a osservarli con una certa distanza. Non scompaiono, ma smettiamo di identificarci con essi. In questo processo, diventa evidente che non siamo quel flusso caotico di idee e preoccupazioni, il che cambia completamente la nostra esperienza interiore.
Ecco perché camminare nella natura non solo ci aiuta a schiarirci le idee o a migliorare il nostro umore, ma ci permette di riconnetterci con noi stessi, con una versione di noi più chiara e centrata. Come quando l’acqua si calma e rivela il fondo, a volte la mente ha bisogno di quiete. Quando le preoccupazioni o le presunte emergenze si placano, riusciamo a trovare la serenità.
Riferimenti:
Edwards, M. K. & Loprinzi, P. D. (2018) Experimental effects of brief, single bouts of walking and meditation on mood profile in young adults. Health Promot Perspect; 8(3): 171-178.
Bratman, G. N. et. Al. (2015) Nature experience reduces rumination and subgenual prefrontal cortex activation. PNAS; 112(28): 8567-8572.



Lascia un commento