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La fecondazione assistita: una avventura ricca di emozioni

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Aggiornato: 25/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 25/02/2014

Fecondazione assistita

 

Quando si cercano informazioni in merito alla fecondazione assistita quasi sempre quello che troviamo sono solo articoli complicati che tentano di spiegare alla coppia ogni dettaglio del procedimento. In questi testi si presenta la procedura passo dopo passo, ovviamente, facendo riferimento ai fattori che possono aumentare o diminuire il tasso di successo, come l’età della madre o le malattie di cui soffre. In tutto questo insieme di informazioni ci rendiamo presto conto che manca qualcosa: le emozioni.

Sappiamo benissimo che stress e depressione sembrano svolgere un ruolo minimo nella probabilità di rimanere incinta seguendo questa procedura. Secondo uno studio pubblicato nel 2005, che ha incluso 166 donne sottoposte al trattamento di fecondazione in vitro, le emozioni negative non sono state decisive per il successo della tecnica. Tuttavia, questo non significa che la coppia non abbia vissuto tante diverse emozioni, spesso contraddittorie e strazianti.

Il fatto è che la coppia che cerca di concepire un figlio, ma non vi riesce, è come se girasse su di una giostra di emozioni che ruotano incessantemente. Felicità, irrequietezza, disperazione, delirio, angoscia, rabbia… si vivono tante emozioni e in un tempo relativamente breve.

Il primo problema che devono affrontare queste persone è la pressione sociale e la meraviglia costante di coloro che non sanno che loro hanno difficoltà a concepire: quando avrete dei bambini? Questa domanda così comune e apparentemente innocua, risveglia continuamente il senso di impotenza e genera una pressione in entrambi, una tensione che, se non gestita correttamente, finisce per esplodere.

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Ad un certo punto si decide di sottoporsi a un trattamento di fertilità, poi di solito inizia un lungo viaggio nel segno della speranza e della delusione. La vita di coppia inizia a riempirsi di appuntamenti e il lessico scientifico di termini come ovociti, zigoti…, e in un primo momento può sembrare tutto abbastanza sconcertante, ma poi diventerà normale.

Se la coppia ha detto alla famiglia e agli amici di essere interessata ad avere un bambino, allora queste domande ricorderanno loro che stanno vivendo un continuo fallimento. Anche se gli amici intimi li sosterranno, a volte le loro domande saranno fastidiose come tante piccole punzecchiature.

Quando i metodi tradizionali non funzionano, di solito si ricorre alla fecondazione in vitro. A questo punto, la coppia già convive abitualmente con un certo grado di demotivazione a causa delle continue delusioni. Se si aggiunge a questo che la donna si sottopone anche a trattamenti ormonali, possiamo capire che le emozioni sono a fior di pelle. A questo punto è indispensabile che l’uomo sia in grado di sostenere e capire la sua compagna, se ci riesce, di solito il rapporto si rafforza e si riempie di tenerezza.

Come gestire le emozioni in modo assertivo?

1. Non lasciatevi ossessionare, pianificate le attività insieme e socializzate. Anche se lo stress non influisce sul successo della fecondazione in vitro, può però danneggiarvi emotivamente.

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2. Se amici e parenti vi infastidiscono con le loro domande, fate loro sapere qual è il vostro problema. Dite loro che quando ci sarà qualche novità gliela comunicherete.

3. Mettete in pratica delle tecniche di rilassamento, magari insieme ad un corso di yoga, concedetevi del tempo per fare delle passeggiate nella natura più di una volta alla settimana, provate con l’agopuntura o chiedete aiuto a uno psicologo per imparare come applicare le tecniche di rilassamento (normalmente tutte le cliniche della fertilità hanno a disposizione uno psicologo che può aiutare e guidare la coppia).

4. Informatevi dettagliatamente delle probabilità che avete senza farvi travolgere dall’ottimismo ingenuo. I risultati positivi della fecondazione in vitro in donne con meno di 34 anni ammontano al 41%, ma nelle donne oltre i 45 anni le probabilità che questa funzioni sono praticamente inesistenti, quindi nell’ultimo caso si consiglia quasi sempre di ricorrere a ovuli di una donatrice più giovane, in questo modo le probabilità di successo aumentano quasi del 50%.

5. Scegliete una clinica moderna. Negli ultimi anni i tassi di successo della fecondazione assistita sono aumentati, in gran parte questo è dovuto allo sviluppo della tecnologia, quindi è importante che la clinica che si sceglie metta a disposizione una tecnologia all’avanguardia.

Fonte:
Anderheim, L. et. Al. (2005) Does psychological stress affect the outcome of in vitro fertilization? Human Reproduction; 20(10): 2969-2975.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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