• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Intelligenza e Cognizione » Memoria: migliora ascoltando musica sgradevole

Memoria: migliora ascoltando musica sgradevole

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 30/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 27/12/2013

La musica migliora la memoria

A molti piace ascoltare musica mentre lavorano, altri addirittura lo ritengono indispensabile. Studi del passato hanno analizzato questo fenomeno e indicano che non si tratta di una pessima idea dato che, gli esperimenti di laboratorio provano che chi ascolta musica migliora le sue funzioni mentali, ha uno stato d’animo più positivo ed è più attivo e creativo. 

Tuttavia, in tutti questi esperimenti è sempre stata utilizzata la musica classica, specialmente concepita per stimolare stati d’animo positivi e facilitare la creatività. Per questo motivo ora un gruppo di ricercatori si è chiesto se la musica che ascoltiamo tutti i giorni ha sempre questo effetto positivo sulle nostre prestazioni. 

A questo punto inizia una nuova linea di ricerca che prende il nome di: “Effetto dei Suoni Irrilevanti”. Come è facile immaginare, si tratta di analizzare come interferiscono nella nostra capacità lavorativa tutti quei suoni di sottofondo che non sono stati precisamente creati per promuovere uno stato mentale positivo. 

PER TE  Quali volti ricordiamo meglio?

Questi studi mostrano che la distrazione è maggiore quanto più vari acusticamente parlando sono i suoni, proprio come avviene in una classica canzone pop. Basandosi su questa idea, Nick Perham e Martinne Sykora, hanno avanzato un ipotesi che può sembrare poco intuitiva e
forse esagerata: più vi piace la musica di sottofondo e più questa influenzerà la vostra prestazione e la memoria di lavoro. 

Ovviamente, un idea che va contro il senso comune non può essere accettata senza che sia provata praticamente. A questo proposito sono stati coinvolti 24 studenti che furono sottoposti ad alcune prove di memoria; una di queste consisteva nel presentare loro una catena di otto consonanti che in seguito avrebbero dovuto ripetere nello stesso ordine esatto. 

Come si può immaginare, coloro che realizzarono meglio il compito furono quelli che non avevano nessuna musica di sottofondo mentre studiavano. Tuttavia, il risultato davvero interessante fu dato dal fatto che il compito di memoria risultava negativamente influenzato
quando ai partecipanti si faceva ascoltare una canzone che gli piaceva, mentre che quando si faceva loro ascoltare una brano sgradevole la prestazione non ne risentiva in modo particolare.

PER TE  Post hoc ergo propter hoc, ovvero il motivo per cui crediamo alle spiegazioni assurde

 Come si spiega questo fenomeno? 

I ricercatori affermano che, anche se i loro risultati possono apparire incompatibili con il senso comune, in realtà avrebbero una spiegazione molto semplice: quando ascoltiamo una canzone che ci piace, prima o poi ci concentriamo su di essa e così la nostra memoria di lavoro si
interrompe. In pratica, la canzone competerebbe con la nostra attenzione. 

Ovviamente, per ora questa idea si applica solo ai compiti che richiedono memoria; sarebbe il caso di provarne l’effetto anche in aree come la creatività e lo stato d’animo. 

 

Fonte: 

Perham, N. & Sykora, M. (2012) Disliked Music can be Better for Performance than Liked Music. Applied Cognitive Psychology; 26(4): 550-555.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Sfogare la tua frustrazione non è sempre la soluzione migliore: ecco perché a volte è meglio aspettare

Dovrei mandargli un messaggio ora… o aspettare ancora un po’? La scienza risolve il dilemma dopo il primo appuntamento

Dimmi come investi e ti dirò chi sei: i 7 profili psicologici più comuni

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Sfogare la tua frustrazione non è sempre la soluzione migliore: ecco perché a volte è meglio aspettare
  • Dovrei mandargli un messaggio ora… o aspettare ancora un po’? La scienza risolve il dilemma dopo il primo appuntamento
  • Dimmi come investi e ti dirò chi sei: i 7 profili psicologici più comuni
  • Il “settimo senso” che usi ogni giorno… senza rendertene conto
  • Il complesso del salvatore: aiutare tutti… tranne se stessi

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità