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L’odore dell’ansia

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Aggiornato: 15/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 08/11/2014

odore dell'ansia
 
 

Quando siete ansiosi sudate di più? Probabilmente avrete notato che aumenta leggermente la sudorazione, ma forse non avete notato un cambiamento nel vostro odore. Tuttavia, quando si è ansiosi l’odore del corpo cambia. E la cosa più interessante è che le persone intorno a voi lo percepiscono, ma non consapevolmente. Infatti, l’odore è uno dei fattori che vengono spesso trascurati quando si tratta di realizzare degli studi relativi all’ansia, ma ora alcuni neuroscienziati si sono proposti di sopperire a questa negligenza.

 

Più sudore significa anche più ansia 

 
In realtà, il nostro corpo risponde in modo diverso all’ansia. La reazione standard è quella che comprende l’aumento della frequenza cardiaca, le pupille che si dilatano e si ha difficoltà di respirazione, il tutto a causa di alcuni ormoni noti in genere come “ormoni dello stress” che attraverso la circolazione sanguigna influiscono sul metabolismo. In questo modo tutto il sistema si prepara a reagire a un pericolo potenziale.
 
Tuttavia, con tutti questi ormoni nel sangue non c’è da stupirsi che l’organismo faccia di tutto per sbarazzarsi di loro, sia attraverso l’urina che il vomito o il sudore. Quindi, quando si inizia a sudare, perché si è ansiosi, è perché il nostro corpo sta eliminando gli ormoni in eccesso. Questo avviene anche perché questi ormoni stimolano alcune aree del cervello strettamente connesse alle funzioni corporee, come l’ipotalamo, che se attivato, innesca il funzionamento delle ghiandole sudorifere.
 
Con tanti cambiamenti a livello metabolico, non è sorprendente che il nostro odore cambi, anche se non siamo sempre in grado di percepirlo. Distilliamo quello che alcuni scienziati hanno battezzato come: “l’odore dell’ansia.”
Combattere l’Ansia nell’era dell’informazione
 

Percepire l’odore dell’ansia influisce sul nostro comportamento 

 
Sappiamo che quando siamo ansiosi rilasciamo alcuni ormoni attraverso il sudore. Questi non sono coscientemente rilevabili, ma non passano inosservati al nostro subconscio. Questo è stato dimostrato da uno studio condotto presso l’Università di Monaco di Baviera.
 
In questo caso i ricercatori hanno reclutato 30 persone sane che sono state coinvolte in un gioco economico nel quale potevano scegliere di prendere delle decisioni più conservatrici o più rischiose. È interessante notare che, coloro che erano stati esposti all’odore di alcune persone ansiose (un campione raccolto in un contenitore) erano molto più lente nel decidere ma hanno preso le decisioni più rischiose. In altre parole, siamo in grado di percepire l’ansia attraverso l’olfatto e questa influenza le nostre decisioni.
 
Vale la pena ricordare che questo non è l’unico studio che dimostra che siamo in grado di sentire l’odore dell’ansia. I ricercatori dell’Università di Kiel hanno reclutato 28 studenti ai quali hanno fatto annusare diversi odori mentre i loro cervelli erano sottoposti ad una scansione. Tra questi odori vi erano quello di alcuni studenti che erano ansiosi perché dovevano affrontare un importante esame orale insieme all’odore di persone che avevano svolto un’intensa attività fisica.
 
Sorprendentemente, i partecipanti non hanno notato differenze negli odori delle persone, ma il loro cervello non ha fatto lo stesso. I neuroscienziati hanno notato che l’odore dell’ansia ha attivato le aree connesse con l’elaborazione emotiva e l’empatia, come l’insula, il giro cingolato anteriore, il giro fusiforme e la corteccia prefrontale.
 

Una possibile spiegazione 

In passato si era già rilevato che l’ansia, i segnali chimici dell’ansia e il processo decisionale, condividono lo stesso pattern di attivazione neuronale del cervello in modo tale che non sarebbe del tutto irragionevole pensare che avvicinandoci ad una persona ansiosa questa possa determinare, in certa misura, anche le decisioni che prendiamo.
 
A quanto pare, anche se non siamo in grado di rilevare coscientemente l’odore dell’ansia, il nostro cervello lo elabora e in qualche modo cerca di dargli una spiegazione e in alcuni casi può anche generare una esperienza similare. E tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo.
 
 

Fonti:

PER TE  Fai attività fisica per curare gli attacchi di panico
Haegler, K. et. Al. (2010) No fear no risk! Human risk behavior is affected
by chemosensory anxiety signals. Neuropsychologia;
48(13): 3901-3908. 
 
Prehn-Kristensen, A., et. Al. (2009) Induction of Empathy by the Smell of
Anxiety. 
PLoS ONE; 4 (6).
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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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