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Criticare singifica essere emotivamente poveri

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Aggiornato: 28/02/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 02/03/2016

Criticare
 
 
Io critico
 
Tu critichi
 
Noi critichiamo
 
Criticare può essere definito in tanti modi diversi, perché nessuno sfugge a questa tendenza che ha permeato così in profondità la nostra società. In realtà, a volte non parliamo neppure, critichiamo semplicemente. Invece di apportare le nostre idee ci limitiamo a criticare gli altri. Il problema è che la critica finisce per intossicarci, ci soffoca a livello intellettuale e provoca un enorme povertà emotiva.

Quando la critica è distruttiva?

La critica è distruttiva quando:
 
– È diretta alla persona, non al suo comportamento
 
– Genera senso di colpa
 
– Non permette di crescere e imparare
 
– Si basa sul “modo giusto” di fare le cose
 
– Si concentra nel denigrare l’altro
 
Cosa nasconde veramente la critica?
 
Fondamentalmente, critichiamo per difendere e nutrire il nostro ego. La critica non nasce solo da un disaccordo con certi comportamenti, idee o atteggiamenti, ma del desiderio, spesso inconscio, di denigrare l’altro, perché così facendo aumenta il nostro valore (o almeno così pensiamo).
 
Quando critichiamo assumiamo una posizione di superiorità, così la critica diventa un modo per incrementare il nostro ego, anche se artificialmente. La critica include sempre un messaggio non detto: noi siamo migliori.
 
Da questa prospettiva, la critica è semplicemente mancanza di fiducia in noi stessi, è l’espressione della necessità di riaffermare il nostro ego, anche se ciò significa squalificare gli altri.
 
In effetti, molte delle persone eccessivamente critiche spesso sono state anche ampiamente criticate durante l’infanzia, per questo hanno assunto la critica come modello relazionale. Dal momento che la loro autostima è stata danneggiata con la critica distruttiva, hanno un profondo bisogno di alimentare il loro ego.
 
Il dato interessante è che, anche se critichiamo per alimentare il nostro ego cercando di fare in modo che l’altra persona sembri peggiore, ciò che in realtà trasmettiamo è un’immagine d’insicurezza, superbia e rigidezza mentale.
 
Non possiamo dimenticare che la critica implica sempre un giudizio di valore. Abbiamo fatto un’analisi e siamo giunti alla conclusione che il comportamento o atteggiamento non è accettabile, non fa parte dei nostri schemi mentali e non si inserisce nel nostro sistema di valori.
 
Quando cominciamo a criticare, dentro di noi si attiva un modello di aggressione e di denigrazione. In questa situazione dimentichiamo che, se fossimo davvero migliori, non criticheremmo ma cercheremmo di aiutare. La verità è che la critica distruttiva non permette a nessuno di crescere, ne a chi critica e tantomeno a chi viene criticato.

Come smettere di criticare?

Smettere di criticare è difficile. Lo abbiamo fatto per tanti anni e viene quasi automatico. Inoltre, il fatto che le persone intorno a noi crtitichino costantemente non aiuta. È come cercare di smettere di fumare vivendo in un ambiente fatto di fumatori. Ma è possibile sforzarsi di farlo anche solo per un giorno.
 
1. Accetta il mondo com’è. E punto. Ricorda un detto buddista: “È più facile mettersi le pantofole che tappezzare il mondo”. Se non ti piace qualcosa non lo cambierai criticandolo, a cambiare il mondo sono le azioni non le parole.
 
2. Sbarazzati delle aspettative. Avere aspettative irrealistiche in merito al mondo ci causa delusione, così saremo più propensi a criticare. Impara a vivere meno nella tua mente e di più nella realtà.
 
3. Sii empatico. Prima di criticare, mettiti nei panni dell’altra persona. Forse non condividi i suoi comportamenti o atteggiamenti, ma almeno li comprendi. Ricorda che criticare è facile, mettersi nei panni dell’altro è più complicato.
 
Infine, fai di questo principio buddista il tuo mantra: “Non prestare attenzione alle cose che fanno o non fanno gli altri, presta attenzione a ciò che fai o smetti di fare tu”.

Che cosa si sente quando si smette di criticare?

Le persone più infelici del mondo sono quelle che criticano costantemente, quelle che vivono proiettate verso l’esterno e si trasformano in giudici, perché guardarsi dentro le terrorizza. Quindi, smettere di criticare è un passo enorme nel mondo della crescita personale. Cosa guadagnerai con questo cambiamento?
 
– Una enorme pace. Quando smetti di criticare inizi a sentirti più tranquillo perché improvvisamente smetti di guardare il mondo come fossi un giudice e inizi a godere veramente delle cose belle che ti accadono.
 
– Ti riscopri. Se invece di criticare ti chiedi cosa avresti fatto tu in una situazione simile e rispondi onestamente, scoprirai degli aspetti di te che probabilmente non sapevi neppure di avere. Si tratta di caratteristiche che normalmente neghiamo ma che dimostrano che non siamo così perfetti come credevamo.
 
– Ti senti più sicuro. È interessante notare che, quando si smette di criticare, ci si sbarazza dell’influenza che le critiche altrui hanno su di noi. Quando liberi gli altri dalla tua approvazione liberi anche te stesso. Pertanto, ti sentirai più sicuro, avrai più fiducia nelle tue capacità e ti lascerai influenzare meno dalle opinioni degli altri.
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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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