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Home » Ansia » I sintomi di un attacco di panico: come riconoscerli

I sintomi di un attacco di panico: come riconoscerli

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Aggiornato: 22/03/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 30/05/2014

Sintomi attacco di panico
 
 
 

Negli ultimi anni il numero di persone colpite da attacchi di panico è aumentato significativamente. Poiché i sintomi sono eminentemente fisici, molti li confondono con un attacco di cuore, così vengono viene assaliti dalla paura. Come riconoscere i sintomi degli attacchi di panico?

In primo luogo, si deve sapere che per diagnosticare un attacco di panico, questo deve essere nato come un episodio temporaneo legato ad una paura generalizzata o a una intensa sensazione di disagio.

In secondo luogo, la crisi inizia bruscamente e i sintomi raggiungono il culmine in poco più di dieci minuti. Spesso si percepisce una sensazione di pericolo imminente e alcuni addirittura temono di morire.

I principali sintomi di un attacco di panico a livello fisico sono:

– Palpitazioni

– Sudorazione o vampate di calore

– Tremori o brividi

– Sensazione di mancanza del respiro o di soffocamento

– Sensazione di soffocamento

– Disagio e pressione nel petto

– Nausea o disturbi addominali

– Instabilità o vertigini

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Ovviamente, non è necessario sperimentare tutti questi sintomi per diagnosticare un attacco di panico, è sufficiente averne solo quattro insieme.

Inoltre, ci sono anche i sintomi degli attacchi di panico che si hanno a livello psicologico:

– Derealizzazione o depersonalizzazione: è una sensazione strana in cui una persona percepisce se stessa come se fosse un estraneo.

– Paura di perdere il controllo o di impazzire

– Intensa paura di morire

– Parestesie: una sensazione di intorpidimento o di
formicolio, di solito nelle braccia o nelle gambe

– Irrefrenabile desiderio di fuggire dal luogo in cui
si è verificata la crisi

In realtà, il problema principale degli attacchi di panico è la paura che questi generano nella persona. Così si stabilisce un circolo vizioso. Cioè, la persona comincia a temere l’attacco e diventa perciò ipervigilante, in modo tale che quando nota il minimo sintomo inizia a tremare e questo può ovviamente essere più che sufficiente per provocare una nuova crisi.

In alcune persone queste crisi nascono in risposta ad uno stimolo ambientale che provoca un certo grado di tensione e di ansia, come parlare in pubblico o avere a che fare con scadenze nella consegna dei progetti di lavoro. Ovviamente, in questi casi è più facile affrontare il problema alla base dato che vi è alla base una difficoltà o un timore che causano il disagio.

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Nelle altre persone non è possibile distinguere un unico evento che genera gli attacchi di panico, per cui sono più difficili da trattare. Tuttavia, in senso generale la terapia si propone di dimostrare alla persona che i sintomi degli attacchi di panico non sono letali e che non vi è alcun bisogno di temerli. Si insegnano anche tecniche di rilassamento e di controllo della respirazione, che spesso sono molto utili per controllare i primi segnali.

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come curare l'ansia

 
Fonte:
APA (2002) DSM-IV-TR: Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Barcelona: Masson.
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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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