• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Cervello » Perché tardiamo tanto a incontrare le chiavi – o qualsiasi altro oggetto che abbiamo perso?

Perché tardiamo tanto a incontrare le chiavi – o qualsiasi altro oggetto che abbiamo perso?

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 28/09/2023 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 07/03/2017

trovare le chiavi
 

È successo a tutti qualche volta: abbiamo fretta perché siamo in ritardo, ma la casa sembra essersi ingoiata le chiavi. Ci lanciamo in una ricerca disperata, ma per quanto cerchiamo insistentemente non riusciamo a trovarle. Ora uno studio condotto presso l’Università di Aberdeen rivela dove sbagliamo e suggerisce una soluzione che ci permetterà di trovare le chiavi più velocemente.

Cerchiamo dove non troveremo

Gli psicologi idearono un esperimento che simulava la ricerca delle chiavi su una scrivania ordinata e su un’altra coperta di documenti, libri e tazze di caffè. Ovviamente, la strategia migliore è quella di iniziare a guardare sulla scrivania disordinata, perché ci sono più possibilità che l’oggetto perduto sia lì, nascosto alla vista e sepolto dietro il disordine. Ma a quanto pare tendiamo a fare esattamente il contrario, così necessitiamo di più tempo per trovare ciò che cerchiamo.

I ricercatori hanno analizzato come gli occhi dei partecipanti ​​monitoravano un bersaglio durante la ricerca. Per fare questo, presentarono loro uno schermo diviso in due: su una metà apparivano delle linee che formavano dei modelli ordinati e sull’altra le linee si sovrapponevano. L’obiettivo era quello di indicare se vi fossero linee di 45 gradi verso destra.

PER TE  Intestino: il nostro secondo cervello

Quando gli psicologi analizzarono i movimenti oculari dei partecipanti si resero conto che questi tendevano a guardare continuamente verso la metà più ordinata dello schermo, anche se questa non offriva nessuna informazione nuova. Infatti, quasi la metà dei movimenti oculari si dirigevano verso il lato più organizzato, anche se questa strategia rallentava il compito. Ovviamente, in questo modo i partecipanti facevano anche molti più movimenti oculari di quanti ne fossero necessari.

Questi risultati suggeriscono che quando cerchiamo qualcosa, non guardiamo automaticamente nei posti che possono fornirci più informazioni e quindi ritardiamo la nostra ricerca. In pratica, siamo più attenti e precisi, ma perdiamo anche più tempo. Infatti, una superficie ordinata può essere facilmente esplorata con la visione periferica (con la coda dell’occhio), senza la necessità di focalizzare la nostra attenzione sulla stessa.

Le donne trovano le cose più velocemente degli uomini

Un altro studio, questa volta condotto presso l’Università di Glasgow, ha scoperto che anche se applichiamo la stessa strategia di ricerca, le donne trovano le cose più velocemente rispetto agli uomini. In questo esperimento chiesero alle persone che tentassero di trovare delle chiavi, ma mentre lo facevano suonava il telefono così dovevano anche sostenere una conversazione rispondendo ad alcune domande di cultura generale.

PER TE  Come “sintonizzare” il cervello per alleviare il dolore

In questo modo si è potuto osservare che le donne trovavano le chiavi con maggiore rapidità e ottenevano risultati migliori rispondendo alle domande. Secondo questi psicologi, la chiave consiste nel fatto che le donne hanno un vantaggio evolutivo sugli uomini che consente loro di eseguire con maggiore efficacia, e allo stesso tempo, diverse attività che esigono un elevato livello di controllo cognitivo, soprattutto quando si tratta di pianificare, monitorare i risultati e inibire alcune risposte o stimoli.

Come trovare velocemente gli oggetti smarriti?

Se avete fretta, la strategia migliore per trovare quello che state cercando in poco tempo è quella di dirigervi verso la zona più disordinata della stanza. Mentre cercate, con la coda dell’occhio potete esplorare le zone più ordinate, anche se è improbabile che l’oggetto perduto si trovi lì.

 

Fonti:
Nowakowska, A. et. Al. (2017) Human visual search behaviour is far from ideal. Proceedings of the Royal Society B; 284(1849).
Stoet, G. et. Al. (2013) Are women better than men at multi-tasking? BMC Psychology; 1(18).

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Sabotaggio subdolo: la tattica più pericolosa utilizzata da psicopatici e narcisisti

I consigli di Seneca per schiarirsi le idee e sentirsi meglio

Il motivo (poco conosciuto) per cui si dimenticano i bei momenti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Sabotaggio subdolo: la tattica più pericolosa utilizzata da psicopatici e narcisisti
  • I consigli di Seneca per schiarirsi le idee e sentirsi meglio
  • Il motivo (poco conosciuto) per cui si dimenticano i bei momenti
  • Memoria tattile affettiva: perché ricordiamo un abbraccio più di una stretta di mano?
  • Una guida pratica per gli psicologi che desiderano digitalizzare la propria attività

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale