• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Crescita Personale » Accettazione: Coraggio o rassegnazione?

Accettazione: Coraggio o rassegnazione?

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 22/04/2019 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 19/09/2013

Quante volte abbiamo ascoltato gli altri dire che dobbiamo accettare la situazione? Si presuppone che dobbiamo accettare gli errori degli altri ed i nostri, l’impotenza di cambiare molte cose che vorremmo diverse, il fatto di avere dei limiti … Insomma, ci sarà sempre qualcuno che ci ricorda che dobbiamo accettare qualcosa, addirittura a volte, secondo il tono con il quale ci giunge il messaggio, ci viene fatto intendere che non solo dobbiamo rassegnarci ma che dovremmo anche essere soddisfatti di ciò che è avvenuto. Qualcosa che ovviamente, ci risulta del tutto insensato.

A questo proposito mi risulta interessante la definizione dell’accettazione
data da Romano Guardini che dice che non si tratta di sopportare tutto in modo debole e passivo, ma piuttosto di osservare la realtà e predisporsi ad affrontarla con un atteggiamento combattivo, pronti a lottare per la stessa.
Tradizionalmente comprendiamo l’accettazione come tolleranza per ciò che è fatto male, per la mediocrità e il conformismo, ma è certo che accettare qualcosa (indipendentemente da cosa) è un atto di coraggio che implica che abbiamo finalmente compreso la realtà e decidiamo ad affrontarla. Accettare una situazione implica non solo comprendere un’idea dal punto di vista cognitivo ma anche condividerla sotto il profilo emotivo.
In questo modo, la accettazione radicale presuppone il fatto di accettare le cose per ciò che sono ma anche per ciò che non sono. E questa frase non è un semplice gioco di parole, ma piuttosto rinchiude un senso profondo, dato che normalmente accettiamo un fenomeno perché ci sentiamo incapaci di cambiarlo ma questo atto implica anche che assumiamo un’attitudine passiva nella quale non siamo del tutto soddisfatti con la scelta fatta.
Al contrario, quando accettiamo una realtà, con tutte le implicazioni che ha per noi, stiamo assumendo un’attitudine attiva di fronte alla vita. In questo modo, l’accettazione genuina ci offre la possibilità di vedere il mondo con occhi diversi e di avere un ruolo attivo nel processo. Cambia la nostra posizione, da vittime passiamo ad essere protagonisti.
Ovviamente, il processo di accettazione tende ad essere lungo e per nulla semplice, perché molte volte implica un cambiamento nel nostro schema di valori, in quelle credenze che davamo per certe e che davano un ordine logico alla nostra vita. Tuttavia, sempre secondo le parole di Guardini: “Il principio di qualsiasi proposito e conquista morale sta nel riconoscere quello che è; inclusi errori e difetti. Soltanto se decido lealmente di farmi carico del peso dei miei difetti, raggiungo la serietà, e solo in un secondo tempo posso così iniziare il lavoro che mi permette di superarmi”.
Fonte:

Guardini, R. (2001) Virtù: temi e prospettive della vita morale. Brescia: Morcelliana.

PER TE  Non fare per gli altri quello che possono fare da soli
Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Le tue abitudini cambiano la tua vita, non la tua motivazione

Secondo uno studio, un’eccessiva introspezione potrebbe rendere la vita infelice

La “legge del martello” di Maslow: la trappola psicologica che ti porta a prendere decisioni sbagliate

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Le tue abitudini cambiano la tua vita, non la tua motivazione
  • Secondo uno studio, un’eccessiva introspezione potrebbe rendere la vita infelice
  • La “legge del martello” di Maslow: la trappola psicologica che ti porta a prendere decisioni sbagliate
  • Se qualcuno ti dice queste tre frasi, non ignorarle: potrebbero essere segnali d’allarme
  • Cerchi sempre di controllare le tue emozioni? Potresti finire per peggiorare il tuo stato emotivo

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale