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Cosa fa internet alla memoria?

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Aggiornato: 22/02/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 14/09/2016

Internet e memoria
 
 

Internet è parte della nostra vita. Senza dubbio, è di gran aiuto in diverse aree e permette di risparmiare tempo prezioso, rimanere in contatto con chiunque in qualunque parte del mondo e, naturalmente, tenerci informati. Ma tutto ha un prezzo e Internet non fa eccezione e, se non stiamo attenti, un uso eccessivo della rete potrebbe causarci dei problemi cognitivi piuttosto seri.

Scarico Cognitivo o Download Cognitivo: Quando Internet ti fa dubitare della tua memoria

Utilizzare Internet continuamente per cercare informazioni fa sì che dubitiamo sempre di più della nostra memoria. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di psicologi della University of California, i quali hanno scoperto che quanto più usiamo la rete per trovare informazioni e contrastare i dati, tante meno probabilità avremo di usare la nostra memoria, anche quando si tratta di domande banali di cui già conosciamo la risposta o possiamo trovarla applicando la logica.

Questo fenomeno è stato ribattezzato “scarico cognitivo” o “download cognitivo” e si riferisce al fatto che Internet ci sottrae gradualmente memoria dato che quanto più ci fidiamo dei dati presenti nella rete, tanto meno confideremo in ciò che abbiamo imparato o nelle risposte che possiamo trovare pensando autonomamente.

Lo studio in questione è stato condotto in diverse fasi, in un primo momento alle persone venne chiesto di rispondere a una serie di domande di cultura generale e di media difficoltà. Alcune di loro vennero autorizzate ad accedere a Internet mentre al resto venne chiesto di ricorrere esclusivamente alla loro memoria.

In una seconda fase, tutti i partecipanti sono stati autorizzati a utilizzare Internet, ma i ricercatori hanno fatto in modo che le domande fossero molto semplici, quindi era solo necessario fare affidamento sulla memoria o applicare il buon senso per trovare le risposte. Ad esempio, una delle domande era: “tutti i paesi del mondo hanno bandiere con almeno due colori?”.

Così si è potuto osservare che le persone che utilizzarono Internet nel primo test, furono anche più propense a riutilizzare la rete per trovare le risposte, invece di pensare o ricorrere alla loro memoria.

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Ad ogni modo, i risultati più interessanti si ebbero quando i partecipanti non utilizzarono Internet. In quel caso, coloro che erano ricorsi alla rete, commisero il 30% di errori in più nelle loro risposte. I ricercatori hanno anche riscontrato che le loro risposte furono più impulsive e che pensavano meno.

Al contrario, chi iniziò l’esperimento basandosi sulla sua memoria fin dal primo istante, ottenne risultati migliori nel test finale. Questo esperimento ci dice che, effettivamente, Internet ha un impatto importante sulla nostra memoria, e questo non è esattamente positivo.

I pericoli di affidarsi ad un “hard disk” esterno

Naturalmente, questo non è il primo studio che valuta l’impatto di Internet sulla nostra memoria. Precedenti ricerche condotte da psicologi della Columbia University hanno rivelato che gli studenti ricordavano meno informazioni quando sapevano di avere facile accesso a internet. In pratica, invece di cercare di capire e memorizzare le informazioni, ci affidiamo semplicemente a un “hard disk” esterno.

Tuttavia, il fatto che preferiamo utilizzare un “hard disk” esterno non è il solo problema. Uno studio condotto presso l’Università della California ha scoperto che gli utenti regolari di Internet mostrano una minore attivazione in diverse aree del cervello durante la lettura di un testo su Internet, comprese le zone legate alla memoria a breve termine. Ciò potrebbe indicare che più usiamo Internet, meno memorizziamo ciò che leggiamo, perché sappiamo che sarà disponibile in qualsiasi momento.

Inoltre, il problema è che la memoria a breve e quella lungo termine sono capacità che devono venire continuamente esercitate o termineranno deteriorandosi. Se ci affidiamo ad un “hard disk” esterno la nostra capacità di ricordare informazioni si ridurrà sempre di più, e ciò può aprire le porte alle malattie neurodegenerative. La memoria a breve termine, per esempio, è di fondamentale importanza per il pensiero. La memoria a lungo termine è essenziale per conservare la nostra identità.

Le barriere della memoria si dissolvono

Solo pochi decenni fa, quando non ricordavamo il nome del protagonista di un film, chiamavamo il nostro amico cinefilo. In effetti, la tendenza a distribuire le informazioni all’interno dei gruppi è sempre esistita, è ciò che si conosce come il “sistema di memoria transazionale” e implica essere pienamente consapevoli che la conoscenza a cui si desidera accedere è al di fuori della nostra memoria, la possiede un’altra persona.

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Ma l’immediatezza che offre Internet fa in modo che la barriera tra ciò che sappiamo noi e ciò che sanno gli altri (in questo caso la rete), si sfumi. La distinzione tra memoria esterna e interna è sempre più debole; vale a dire che confondiamo ciò che sappiamo con ciò che cerchiamo.

Anche se questa “confusione” può sembrare incredibile, un esperimento condotto presso la Yale University ha scoperto che le persone che utilizzavano Internet per trovare risposte alle domande mostravano una maggiore autostima circa le loro prestazioni cognitive. Infatti, si identificavano bene con affermazioni come “ho una buona memoria” o “ricordo bene i dettagli”.

Questi risultati hanno portato gli psicologi a ritenere che la barriera tra memoria interna e memoria esterna, quella che si incontra in Internet, sta sfumando. Quando le persone cercano informazioni in rete hanno l’illusione che i risultati che trovano dipendono dalle proprie capacità.

Il problema, ancora una volta, è che questa illusione ci impedisce di sviluppare le nostre risorse cognitive. Naturalmente, la soluzione non è smettere di usare Internet, che è uno strumento eccezionale, ma farne un uso più razionale. Per fortuna, essere consapevoli degli effetti dello scarico cognitivo e, soprattutto, cercare altre strategie per allenare la nostra memoria, ci permetterà di mantenere attiva questa capacità nel corso degli anni.

 

Fonti:
Storm, B. C. et. Al. (2016) Using the Internet to access information inflates future use of the Internet to access other information. Memory; 1-7.
Fisher, M. et. Al. (2015) Searching for Explanations: How the Internet Inflates Estimates of Internal Knowledge. Journal of Experimental Psychology; 144(3): 674 – 687.
Sparrow, B. et. Al. (2011) Google Effects on Memory: Cognitive Consequences of Having Information at Our Fingertips. Science; 333(6043): 776-778.
Small, G.W et. Al. (2011) Your Brain on Google: Patterns of Cerebral Activation During Internet Searching. The American Journal of Geriatric Psychiatry; 17(2): 116-126.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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