• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Meditazione » I benefici della meditazione Zen

I benefici della meditazione Zen

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 27/04/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 28/03/2013

Benefici della meditazione zen

Rilassare i muscoli, sprofondare la mente in uno stato di totale rilassamento e allontanarsi da tutte le distrazioni del mondo. Questi sono alcuni degli obiettivi della meditazione Zen, una pratica millenaria orientale che negli ultimi anni si è diffusa ampiamente anche in occidente e intorno alla quale è cresciuto negli ultimi anni anche un grande interesse scientifico. 

Lo Zen è un ramo del Buddismo Mahāyāna che si originò in India (anche se è in Cina dove acquistò in seguito molta popolarità), e le cui origini semantiche si trovano proprio nella parola sanscrita Dhyana che significa letteralmente “meditazione”. Questa scuola tenta di prendere le distanze dalla teoria e dalla razionalità con l’obiettivo di accedere alla conoscenza attraverso l’esperienza introspettiva. 

Con il passare del tempo si crearono diverse scuole e diverse teorie e metodi di meditazione ma una delle più conosciute e praticate in occidente è quella Zazen, caratterizzata dalla postura del Budda seduto nella posizione del loto. 

Nella meditazione si tenta di conquistare un livello di attenzione concentrato, che può partire dalla focalizzazione di un oggetto esterno, un nostro stesso pensiero o lo stato di concentrazione stesso. Nella meditazione Zazen si deve semplicemente liberare il pensiero, cioè, non si pensa ma tantomeno si smette di pensare, non si trattiene e neppure si rifiuta ma piuttosto si lascia fluire, come nel caso delle nuvole in cielo che si muovono placidamente senza l’interferenza di nessun ostacolo. Questo stato di contemplazione tranquillo e attento permetterebbe ai praticanti di scoprire la propria natura spirituale. 

PER TE  La meditazione vipassana passo a passo

Anche se la meditazione è un arte millenaria, è solo da poco tempo che è stato possibile provare i suoi effetti sulla mente attraverso la scansione cerebrale. In questo modo si è potuto stabilire che la meditazione risulta molto utile nel trattamento del Deficit di Attenzione e Iperattività, i disturbi ossessivo-compulsivi, l’ansia e la depressione maggiore. 

La meditazione favorisce un’attenzione vigile ma rilassata, una concentrazione tranquilla dove impera l’introspezione, tanto di se stessi come del mondo che ci circonda e delle relazioni interpersonali. Tuttavia, per valutare se questo stato può realmente incidere a livello cerebrale, i ricercatori dell’Università di Emory ad Atlanta, hanno coinvolto 12 volontari che praticavano meditazione trascendentale Zen da almeno tre anni e altri 12 che non avevano mai meditato. 

A queste persone venne chiesto che si concentrassero sulla respirazione mentre i loro cervelli venivano scannerizzati. Ad intervalli di tempo venivano stimolati ad osservare uno schermo e distinguere una parola con un significato tra molte senza senso. In seguito si chiedeva loro che
tornassero a concentrarsi sulla respirazione. 

PER TE  Sapevi che la meditazione cambia il nostro cervello per proteggerci dalle avversità?

La scansione cerebrale mostrava che le persone che praticavano meditazione vedevano attivarsi alcune zone del cervello conosciute come la “rete per difetto”, che è stata relazionata con la mente errante ed i pensieri spontanei. Quando queste persone venivano interrotte (per la scelta della parola) i loro cervelli tornavano immediatamente ad attivare la zona prima menzionata, particolarmente il giro angolare (una regione fondamentale per il processamento del linguaggio). 

In questo modo i ricercatori conclusero che la meditazione Zen può realmente provocare cambiamenti nelle funzioni cerebrali, promuovendo la capacità di limitare il numero dei pensieri ricorrenti che possono distrarre. 

Il punto davvero interessante secondo Pagnoni, il ricercatore capo, è che anche se i circuiti neuronali delle funzioni cognitive superiori e preposti al controllo del corpo sono diversi, si è dimostrato che regolando il corpo possiamo regolare la mente. Naturalmente, focalizzare consapevolmente l’attenzione sul nostro corpo permette al pensiero di muoversi con meno limitazioni. 

La parte più positiva di questo studio è che le sue implicazioni pratiche sono infinite, soprattutto per tutte quelle malattie che sono caratterizzate da pensieri indesiderati e che possono distrarre.

Fonte:

Pagnoni, G.; Cekic, M. & Guo, Y. (2008) “Thinking about Not-Thinking”: Neural Correlates of Conceptual Processing during Zen Meditation. PLoS ONE; 3(9): 1-10.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Se qualcuno ti dice queste tre frasi, non ignorarle: potrebbero essere segnali d’allarme

Cerchi sempre di controllare le tue emozioni? Potresti finire per peggiorare il tuo stato emotivo

Il saggio pensa ai suoi problemi solo quando ha senso farlo: la lezione di Russell sulle preoccupazioni

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Se qualcuno ti dice queste tre frasi, non ignorarle: potrebbero essere segnali d’allarme
  • Cerchi sempre di controllare le tue emozioni? Potresti finire per peggiorare il tuo stato emotivo
  • Il saggio pensa ai suoi problemi solo quando ha senso farlo: la lezione di Russell sulle preoccupazioni
  • La felicità non dipende solo da te: 5 cose che i paesi più felici del mondo hanno in comune, secondo la scienza
  • Le 5 fasi del dolore dopo aver ricevuto una diagnosi terminale

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità · Processo Editoriale