• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Psicoterapia » Metodo Vittoz: gli esercizi

Metodo Vittoz: gli esercizi

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 30/04/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 12/03/2013

Metodo Vittoz gli esercizi

Nel post precedente ho fatto riferimento alla storia del Metodo Vittoz e alle sue basi. Questa volta ci concentreremo esclusivamente su alcuni degli esercizi, dato che ne comprende moltissimi, infatti ne esistono di specifici per le diverse patologie. 

In ogni caso gli esercizi che vi presento qui di seguito sono in ordine logico, ed ognuno di questi ci prepara per il seguente, così che vi raccomando di passare al prossimo solo una volta che abbiate superato con successo l’esercizio precedente. 

Esercizio delle sensazioni 

Si inizia con un esercizio di rilassamento psico-sensoriale, che si svilupperà in tre tempi. 

Nel primo, si invita la persona (che può essere sdraiata o seduta), a prendere coscienza del suo copro, mediante le sensazioni. Si inizia con le sensazioni più profonde che permettono di percepire e localizzare le diverse parti del corpo come la testa, le braccia, le gambe…

In seguito, ci concentreremo sulle sensazioni che vengono dall’esterno: i rumori, i colori, la consistenza di un tessuto, gli odori, la freschezza dell’aria. L’insieme di queste sensazioni, interne ed esterne, ci trasmette la consapevolezza dell’io corporale e, di conseguenza, ci permette di affermarlo nella sua realtà materiale (un aspetto essenziale per chiunque dubiti di se stesso). 

In un secondo tempo si chiede alla persona che si rilassi e faccia sparire la contrazione muscolare. L’ideale sarebbe applicare il rilassamento muscolare progressivo, così da permettere al sistema nervoso periferico di riposarsi, e quindi facilitare la tappa seguente dell’esercizio: la presa di coscienza delle sensazioni. 

Ora si suggerisce alla persona che prenda la decisione di “non pensare”. Con questa attitudine mentale il cervello sarà maggiormente libero di percepire liberamente le sensazioni: per rendere più facile l’esercizio si propone di concentrarsi progressivamente sulle diverse parti del corpo dicendo: “senti la pianta del piede, l’addome, il palmo della mano, il polso…” 

La sensazione del corpo polarizza così tutta l’attenzione del cervello e preserva il campo della consapevolezza dalle intrusioni associative. In questo modo, si stabilisce il condizionamento della detenzione delle associazioni di idee: è il controllo cerebrale in azione. 

Esercizio del Pendolo  

Con questo esercizio si potenzia la concentrazione su di un’immagine mentale. 

PER TE  Ospedale psichiatrico: i tre Gesù di Ypsilanti

Nel primo esercizio si trattava di percepire una sensazione tattile così che entrano in gioco un insieme di sensazioni visive. Si propone alla persona che immagini un antico orologio a pendolo. Questa sensazione visiva è complessa così che è importante semplificarla. Il pendolo si presenta solo, nitido, con due parti, l’asse e il disco; con due colori, grigio e giallo; animato da un movimento oscillatorio, lento e regolare. In questo modo il cervello non associa ma piuttosto percepisce l’immagine. 

Si deve mantenere l’immagine del pendolo per almeno 10 minuti. Questo esercizio è molto semplice ma risulta molto utile alle persone che soffrono d’ansia. 

Esercizio delle Azioni Consapevoli 

Questo esercizio è utile per apprendere a controllare le azioni, così che è ideale per le persone violente e aggressive. 

Durante l’azione consapevole, il cervello debe permanere unicamente ricettivo; la sua funzione consiste nel registrare in modo preciso l’atto che viene eseguito; il cervello deve percepire l’atto ma non pensarlo… 

Con questo esercizio dovremo aprirci all’esperienza ma non con occhi critici alla ricerca dei dettagli ma piuttosto come se desiderassimo assorbire ciò che ci circonda. Si deve raggiungere uno stato di abbandono nel quale sentiamo e percepiamo l’ambiente ma senza analizzarlo. 

Si tratta di sviluppare un tipo di attenzione non forzata nella quale si percepisce ogni dettaglio ma questi non si trasformano in una sovraccarica cognitiva. Raggiungere questo stato può necessitare mesi, dato che non esistono passi strutturati, ma piuttosto si tratta di comprendere
il concetto e andare sviluppando poco a poco questa attitudine nei confronti del mondo. 

Esercizio del Cammino Consapevole 

Come dice il suo nome, questo esercizio prevede semplicemente che si cammini in modo consapevole, percependo prima il piede destro e quindi il sinistro, percependo tutto il movimento del piede mentre questo appoggia al suolo. In seguito si estende l’attenzione alle gambe e in seguito al movimento delle braccia. 

Questo semplice esercizio offre una straordinaria sensazione di calma e di equilibrio che si propaga per tutto il corpo. 

Naturalmente, camminare in modo consapevole è qualcosa che si può fare in qualsiasi momento. 

Esercizio dei Grafismi 

Si tratta di un esercizio semplice che porta a concentrarsi su delle figure. 

PER TE  Come eliminare la paura: senti, osserva e rifletti

Consiste nel fare, a livello di immaginazione con l’aiuto di una lavagna, i disegni proposti, che vanno aumentando in complessità. 

Come esempio, il numero 8, o meglio, il simbolo dell’infinito, un triangolo, tra quadrati concentrici, la stella di David, il numero 1…Sarebbe importante che tutta l’attenzione sia concentrata sui disegni. 

Per prima cosa si deve eseguire il disegno, quindi si deve osservare per alcuni secondi, e finalmente  cancellare tutto senza pensare ad altro. L’esercizio dei grafismi insegna al cervello ad essere presente il tempo necessario e prolunga così la concentrazione rafforzando l’attenzione. 

Eliminare per Controllare 

Dopo avere esteso il controllo cerebrale al dominio delle sensazioni e delle azioni apprendendo a vivere nel presente, è necessario andare oltre. Si deve apprendere come neutralizzare e cancellare un pensiero dato che questa è la chiave per mantenere il controllo e l’equilibrio. 

Prima di tutto la persona dovrà scegliere dai 3 ai 5 oggetti diversi e dovrà collocarli l’uno vicino all’altro su di un foglio di carta bianco. Dopo aver messo a fuoco gli oggetti che ha davanti, ne elimina uno e lo mette da parte. In questo momento dovrà chiudere gli occhi e rendersi conto se effettivamente, a livello mentale, ha eliminato l’oggetto in questione. 

A seguire si farà scomparire un secondo ed un terzo oggetto e così via , fino a che tutti gli oggetti siano stati eliminati. Se l’operazione risulta ben fatta si avrà in mente solo l’immagine di un foglio di carta bianca senza nessun oggetto. 

A continuazione si ripete l’esercizio solo che questa volta in modo mentale utilizzando solo tre cifre. Appena si ottiene di eliminare nitidamente le cifre, si dovrà passare alle lettere, quindi alle
parole e infine alle frasi. A questo punto, la parola dovrà venire cancellata lettera per lettera e quindi intera, così come la frase. 

Per terminare l’apprendimento, si può applicare questa tecnica all’eliminazione di parole e frasi che esprimono idee negative. 

Scrivendo ed eliminando si esprime l’affermazione della volontà di non voler soffrire passivamente così che si sviluppa una dinamica interiore differente di fronte alla vita. 

L’eliminazione ci permette di liberarci dai ricordi conservati nella nostra memoria ed è una tecnica ideale per combattere l’insonnia causata dai pensieri ricorrenti.

 
 
 
Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Lettura zombie: perché leggiamo di più ma capiamo e ricordiamo meno?

Non minimizzare ciò che provi solo perché gli altri non lo capiscono

Sopportare, sì. Ma… fino a quando?

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Francesca Volpe dice

    16/04/2020 alle 1:05 pm

    Buongiorno, sono Francesca Volpe, formatrice italiana del Metodo Vittoz e autrice del sito che menzionate. Vi informo che il nostro sito ha cambiato indirizzo: http://www.metodovittoz.it
    vi ringrazio per la menzione e per l’aggiornamento delle vostre informazioni.

    Rispondi
    • Jennifer Delgado dice

      17/04/2020 alle 12:35 pm

      Grazie Francesca. Provvedo cambiare il link.
      Un saluto
      Jennifer

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Lettura zombie: perché leggiamo di più ma capiamo e ricordiamo meno?
  • Non minimizzare ciò che provi solo perché gli altri non lo capiscono
  • Sopportare, sì. Ma… fino a quando?
  • Ipervigilanza emotiva, il costo di vivere in costante allerta
  • Cosa fare quando gli altri non rispettano i tuoi limiti? Le cose che nessuno ti dice

Ricevi le novità

Disclaimer e Privacy

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità