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Home » Salute Mentale » Perchè mangiamo di più di quanto vorremmo?

Perchè mangiamo di più di quanto vorremmo?

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Aggiornato: 15/05/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 26/09/2012

Perché mangiamo di più di quanto vorremmo?

Vi siete mai soffermati a pensare a quanto cibo avreste mangiato a pranzo o a merenda? Forse molte persone, appellandosi al senso comune e alla propria esperienza, risponderanno che decideranno quanto mangiare in relazione alla fame (o appetito, che non è la stessa cosa) che provano e smetteranno di mangiare quando si sentono sazi. 

A dire il vero, questa risposta non è del tutto corretta, dato che esistono moltissimi elementi
che determinano quanto cibo ingeriremo. Così, la quantità di alimenti non dipende solo dal meccanismo fame-sazietà. 

Quali sono questi fattori? 

Solo per citare alcuni esempi emersi a seguito di diversi esperimenti psicologici: se ci troviamo in un ambiente nel quale è presente un sottofondo musicale piacevole sarà molto probabile che completeremo il nostro pasto con un dessert; se il piatto è grande saremo propensi a mangiare di più; nei buffet mangiamo molto di più che nei ristoranti e, infine, se i nostri commensali mangiano molto anche noi mangeremo di più. 

Brian Wansink, direttore del Food and Brand Lab dell’Università di Cornell, durante la sua carriera ha sviluppato una serie di esperimenti interessanti che ci svelano altri fattori curiosi che determinano la quantità di cibo che ingeriremo. 

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Uno degli esperimenti che ha realizzato consisteva nel regalare alle persone che si recavano a vedere un film in un cinema, delle confezioni di popcorn di due dimensioni. Ad alcuni una confezione di dimensioni medie e ad altri grande. Al termine della proiezione del film si pesarono i popcorn che restavano in ogni confezione, fu così possibile determinare che le persone che ricevettero le confezioni più grandi consumarono il 53% in più di popcorn rispetto a chi ricevette la confezione media. Questo comportamento non è dovuto solo al fatto che i popcorn erano gustosi ma piuttosto al fatto che la quantità a disposizione era maggiore ed i partecipanti inconsapevoli erano distratti dal film. 

Un’altro esperimento curioso di Wansink consisteva nell’uso di un piatto senza fondo. Questo piatto occultava un tubo mediante il quale si continuava a immettere cibo nel piatto in modo tale che il contenitore si presentasse sempre mezzo pieno.Così, dato che le persone non si rendevano conto del trucco, i ricercatori potevano valutare se le persone smettevano di mangiare perché erano sazie o perché vedevano vuotarsi il piatto. 

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Com’è possibile immaginare, chi mangiò da un piatto normale ingerì 9 once di cibo mentre chi
mangiò dal piatto truccato ne ingerì ben 15, quasi il doppio! Insomma, quando il piatto si presentava sempre pieno la sensazione di sazietà non si manifestava a livello cosciente. 

Così, Wansik, afferma che non è sempre la sazietà l’indicatore che ci trattiene dal mangiare
ancora, e forse l’utilizzo di alcuni trucchi che influiscano sulla percezione mentre mangiamo potrebbe risparmiarci il consumo eccessivo di calorie (tra 100 e  300), che equivarrebbe a perdere tra 4 e 12 chilogrammi all’anno.

Fonti:

Wansink, B. (2006) Mindless Eating: Why We Eat More Than We Think. New York: Bantam Dell.

Geier, A.B.; Rozin, P. & Doros, G. (2006) Unit bias. A new heuristic that helps explain the effect of portion size on food intake. Psychological Science; 17: 521-525.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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