• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Psicologia Sociale » Quando una generazione sente di avere diritto a tutto ciò che non ha guadagnato

Quando una generazione sente di avere diritto a tutto ciò che non ha guadagnato

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email
Sentire di avere diritto a tutto

Oggi viviamo con una nuova generazione che sente di avere diritto a tutto. Credono di meritare intrinsecamente un trattamento speciale o determinati privilegi rispetto agli altri. I doveri, ovviamente, sono un’altra questione.

Sempre più giovani danno per scontato che nei loro confronti si possano applicare delle esenzioni e presumono che gli altri debbano essere più permissivi e comprensivi con loro, spingendo i limiti fino all’indicibile pur di adattarli alle loro esigenze. Si aspettano che le scadenze, i requisiti e i doveri siano completamente negoziabili, come se credessero “di meritare delle ricompense prima di sforzarsi di guadagnarsele”, come diceva Calvina Ellerbe, psicologa e professoressa universitaria che osservò questa tendenza nella sua classe.

Le radici di quel senso del diritto

Negli ultimi anni, le generazioni più anziane hanno criticato i Millennials e la Generazione Z per avere un immeritato senso del diritto. Ma è molto facile puntare il dito contro gli altri e liberarsi da ogni colpa. Non si tratta di condannare o criticare i giovani perché, in fondo, la loro visione del realtà è solo un riflesso del mondo in cui vivono e, soprattutto, dell’educazione che hanno ricevuto.

Quando i genitori li trattano come “oggetti fragili” e cercano di proteggerli a tutti i costi ponendoli al centro della loro vita, non solo gli impediscono di sviluppare le capacità per affrontare il mondo reale, ma sviluppano anche aspettative irrealistiche e un senso del diritto che finisce per violare i diritti altrui.

Lo stile educativo è cambiato, con risultati positivi e negativi. Molti genitori si sono abituati a dare, dare e dare ancora di più, tanto che i loro figli li vedono praticamente come “distributori automatici personali” e si aspettano che anche gli altri si comportino allo stesso modo. Molti bambini, adolescenti e giovani hanno troppe aspettative, ma apprezzano poco. Chiedono diritti, ma non vogliono adempiere ai doveri. 

PER TE  Non ci liberiamo dalle convenzioni disprezzandole, ma evitando di essere ingannati da esse, secondo Alan Watts

In larga misura, molti di questi giovani sono cresciuti nell’era di Mr. Wonderful, sentendo dire che potevano conquistare il mondo. Ma al di là delle frasi positive e motivanti, non li hanno preparati a tutti gli sforzi, la disciplina e gli ostacoli di cui è lastricata la strada verso il successo.

Di conseguenza, molti si aspettano che la vita sia resa loro più facile. E credono di averne il diritto. Non solo si aspettano che gli altri si adattino ai loro bisogni, ma lo esigono. Questa generazione è cresciuta con genitori preoccupati di non danneggiare la loro autostima, dimenticando che è meglio sviluppare l’autoefficacia piuttosto che un’autostima gonfiata basata su elogi esagerati che portano solo ad una visione distorta delle proprie reali capacità.

D’altro canto, nemmeno i social network – dove trascorrono gran parte del loro tempo – li hanno aiutati. Al contrario, danno l’impressione che la fama e la fortuna possano essere raggiunte facilmente e velocemente, tanto che sempre più giovani cercano quel tipo di gratificazione immediata, dimenticandosi della fatica, del sacrificio e della perseveranza che ci stanno dietro.

E adesso?

Anche le nuove generazioni hanno delle enormi potenzialità e senza dubbio la loro visione può produrre cambiamenti positivi nel modo di relazionarci e di stare nel mondo, ma sentire di avere più diritti degli altri non è una di quelle cose positive. Pertanto, è tempo di fermarsi lungo il cammino e riflettere per correggere la rotta per le generazioni future.

PER TE  Shock del presente: vivere in un mondo senza storia o futuro

Il nostro compito come genitori o educatori non è semplicemente quello di crescere i figli, salvandoli da ogni possibile problema, ma di educare degli adulti indipendenti che sappiano convivere nel rispetto degli altri, adulti che difendano i loro diritti, ma che siano anche disposti ad assumersi i propri doveri.

Dobbiamo ritenere responsabili i nostri figli. Dobbiamo lasciarli cadere affinché imparino ad alzarsi. Dovremmo lasciare che raggiungano alcuni obiettivi con i propri sforzi. Ma soprattutto dobbiamo educarli con una mentalità di gratitudine. Educare i bambini alla gratitudine può contrastare questo senso del diritto instillando in loro l’importanza dell’apprezzamento e dell’umiltà.

Ovviamente, crescere figli grati e responsabili in un mondo che sembra andare controcorrente richiede uno sforzo intenzionale extra. Tuttavia, quando evitiamo accomodamenti eccessivi e lodi vuote per coinvolgere i bambini in attività che incoraggiano la disciplina e l’apprezzamento delle piccole cose, siamo sulla strada giusta.

La gratitudine è un potente antidoto contro la mancata educazione di chi crede di avere diritto a tutto, poiché prepara i bambini non solo ad apprezzare meglio la vita, ma anche a essere più resilienti, consapevoli di se stessi e dei bisogni degli altri, oltre che capaci di affrontare le sfide con grazia e umiltà.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Come faccio a sapere se ho un problema di dipendenza? 5 segnali da non ignorare

Era solo uno scherzo… o forse no? Come riconoscere le critiche mascherate e proteggersi

Diagnosi errate: pensare che tutto sia psicologico può ucciderci, letteralmente

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Come faccio a sapere se ho un problema di dipendenza? 5 segnali da non ignorare
  • Era solo uno scherzo… o forse no? Come riconoscere le critiche mascherate e proteggersi
  • Diagnosi errate: pensare che tutto sia psicologico può ucciderci, letteralmente
  • La carenza di colina nel cervello scatena l’ansia: come si può risolvere questo problema?
  • Come possiamo relativizzare i problemi con una semplice domanda?

Ricevi le novità

Disclaimer e Privacy

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità