• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia

  • Chi scrive
  • Argomenti di Psicologia
  • Libri di Autoaiuto
  • Pubblicità
Home » Crescita Personale » Non è il passato che ci condiziona, ma quello che il passato dice di noi

Non è il passato che ci condiziona, ma quello che il passato dice di noi

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Aggiornato: 16/01/2024 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 10/07/2019

il passato ci condiziona

“È impossibile che il passato ti angosci. Quel che è passato è precluso. Tutte le nostre angosce sono nel presente e l’unica cosa che ci può angosciare è il futuro”, scrive Igor Sibaldi, spostando così l’attenzione dal passato al presente, dall’inamovibile a quello che possiamo cambiare.

Non v’è dubbio che il passato può diventare un pesante fardello che ci impedisce di avanzare o ci mantiene paralizzati in un punto del nostro cammino segnato da sentimenti come il senso di colpa, la tristezza e/o il risentimento. Non possiamo tornare al passato per cambiarlo. Ciò che è fatto è fatto. Ma ciò che realmente ci infastidisce e ci blocca – anche se abbiamo difficoltà a riconoscerlo – non è il passato in sé, ma ciò che il passato dice di noi è ciò che quel passato porta nel presente.

Il nostro cervello è “ancorato” al passato

L’unico passato che ci blocca è quello che non possiamo accettare. Uno studio condotto presso l’Università di Harvard ha dimostrato che quando viviamo una situazione molto stressante, quelle esperienze rimangono impresse nel cervello.

Questi neuroscienziati chiesero alle persone che avevano sofferto un trauma psicologico, di ascoltare una descrizione di ciò che gli era accaduto mentre, nel frattempo, il loro cervello veniva scansionato. Scoprirono che quando le persone rivivevano il passato, alcune parti del loro cervello si attivavano, specialmente l’amigdala, il centro della paura e la corteccia visiva. Ma hanno anche scoperto che l’area di Broca, responsabile del linguaggio, si disattivava.

PER TE  Sii gentile con te stesso, stai facendo del tuo meglio

Ciò significa che quando viviamo una situazione molto intensa dal punto di vista emotivo e guardiamo al passato, la riviviamo come se fosse reale, sperimentiamo di nuovo le stesse emozioni con la stessa intensità, perché non siamo riusciti ad accettarla e trasformarla in un’esperienza narrativa.

Trasformare il passato in un’esperienza narrativa significa avergli dato un senso e averla incorporata nella nostra storia di vita. Questo ci consente di avanzare. Ciò nonostante, spesso restiamo bloccati in quel passato perché non riusciamo ad integrare nel nostro “io” ciò che quell’esperienza dice di noi.

Quando non vogliamo accettare delle parti di noi stessi

La dissonanza cognitiva implica un conflitto nel nostro sistema di idee e convinzioni, un’incompatibilità tra due cognizioni simultanee. È un’incoerenza interna tra l’immagine che abbiamo di noi e la nuova immagine che l’esperienza ha suscitato.

Quando una situazione del passato comporta un cambiamento nel modo in cui ci vediamo, è più difficile da accettare. Se abbiamo violato le nostre norme, i nostri valori e le nostre credenze, troviamo molto difficile assumere la scissione generatasi nell’io ideale che abbiamo costruito.

Nel 1980, Weinstein, uno psicologo del l’Università del New Jersey, scoprì che tendiamo a vederci in una luce molto positiva, così positiva da influire sulle probabilità fino al punto di portarci a generare delle aspettative poco realistiche rispetto a noi stessi.

PER TE  5 frasi comuni che rivelano un trauma infantile non superato

Nei suoi studi vide, ad esempio, che le persone credevano di avere meno probabilità di sviluppare una dipendenza rispetto ad altri e, allo stesso tempo, avere più probabilità di raggiungere la vecchiaia in buona salute rispetto al resto dei loro contemporanei.

Ciò significa che possiamo vederci in una luce eccessivamente ottimistica, che ci impedisce di accettare le nostre ombre. Forse quel passato ci costringe ad accettare che non siamo così sinceri, empatici, altruisti e/o forti come pensavamo.

Quando una situazione mette in evidenza queste ombre, è difficile da accettare, perché comporta una modifica nell’immagine del nostro “io”, il che significa ripensare chi siamo veramente e capire che non siamo perfetti o buoni come pensavamo.

Accettare le nostre ombre non è facile, ma è l’unico modo per conoscere veramente noi stessi. È un viaggio interiore che tutti dobbiamo intraprendere e che ci permetterà di liberarci dal peso del nostro passato, accettando i nostri errori, le nostre debolezze e le nostre incongruenze.

Fonti:

Rauch, S. L. et. Al. (1996) A symptom provocation study of posttraumatic stress disorder using positron emission tomography and script-driven imagery. Arch Gen Psychiatry; 53(5): 380-387.

Weinstein, N. D. (1987) Unrealistic optimism about susceptibility to health problems: Conclusions from a community-wide sample. Journal of Behavioral Medicine; 10: 481-500.

Weinstein, N. D. (1980) Unrealistic optimism about future life events. Journal of Personality and Social Psychology; 39: 806-820.

Share on Facebook Share on X (Twitter) Share on LinkedIn Share on Telegram Share on WhatsApp Share on Email

Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

Ricevi le novità

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy. Ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Segui leggendo

Non dire cose che non puoi ripetere quando sei calmo

Preoccuparsi dei soldi esaurisce letteralmente il cervello

Allergici al compromesso: perché così tanti giovani rifiutano di avere un partner?

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Non dire cose che non puoi ripetere quando sei calmo
  • Preoccuparsi dei soldi esaurisce letteralmente il cervello
  • Allergici al compromesso: perché così tanti giovani rifiutano di avere un partner?
  • Ipocondria morale, l’ossessione di dimostrare di essere una “brava persona”
  • Le persone che ringraziano gli automobilisti attraversando la strada hanno questi 3 tratti della personalità

Ricevi le novità

Disclaimer e Privacy

Iscrivendoti all'Angolo della Psicologia accetti la nostra Privacy Policy ma non ti preoccupare, noi odiamo lo spam quanto te!

Footer

Contatto

jennifer@intextos.com

Las Palmas, Spagna

Angolo della Psicologia

Blog di Psicologia: Articoli sulla salute mentale e la crescita personale, tecniche psicologiche, studi sul cervello e libri di Psicologia.

Seguici

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Twitter

© Copyright 2010-2024 Angolo della Psicologia · Tutti i diritti sono riservati · Politica dei Cookies · Disclaimer e Privacy · Pubblicità