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Come rispondere quando ti attaccano verbalmente?

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Aggiornato: 10/11/2023 da Jennifer Delgado | Pubblicato: 21/05/2021

Come rispondere quando ti attaccano verbalmente

Decidere come rispondere quando ti attaccano verbalmente può fare la differenza tra una discussione costruttiva e un conflitto con ripercussioni insospettate. Ovviamente, commenti offensivi, parole dannose e critiche maligne non sono mai i benvenuti, ma se reagisci semplicemente lasciandoti guidare dai tuoi impulsi, invece di agire in modo intelligente, è probabile che l’aggressività aumenti e bruci i ponti della comprensione.

Cosa fare? Cosa dire? È meglio tacere o rispondere? Gli psicologi sono d’accordo: quando vieni aggredito verbalmente devi difenderti. Le parole possono ferire e causare enorme disagio, quindi non dovresti permettere agli altri di insultarti, umiliarti, urlarti o calpestarti. Tuttavia, difendersi non significa sprofondare nel fango della rabbia. Ci sono risposte molto più intelligenti, assertive e, soprattutto, che proteggono il tuo equilibrio mentale.

Come rispondere quando si viene attaccati senza perdere il controllo?

Si dice che un giorno Catone il Giovane, filosofo stoico e politico romano, stesse difendendo un caso quando il suo avversario Lentulo gli sputò in faccia. Imperterrito, Catone disse: “Giurerei a chiunque, Lentulo, che la gente si sbaglia quando dice che non puoi usare la bocca”.

Questa citazione storica mostra l’enorme differenza tra una persona che si lascia trasportare dalla rabbia degli altri e una persona intelligente che mantiene il controllo della situazione, risolvendo il conflitto a suo favore con serenità e anche un po’ d’umorismo. Per rispondere come Catone, devi seguire questi tre passaggi:

1. Controllare il primo impulso respirando e contando fino a dieci prima di rispondere

Quando ti senti attaccato, il tuo primo impulso è difenderti e reagire. È normale. Ma di solito non è la soluzione più sensata e intelligente. Pertanto, se vuoi rispondere quando sei attaccato invece di reagire, devi imparare a gestire le prime emozioni.

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Quando vieni attaccato verbalmente, il tuo cervello percepisce quelle parole come una minaccia, quindi fa scattare tutti gli allarmi. I primi secondi sono fondamentali per prevenire un sequestro emozionale e perdere il controllo, in modo da finire per dire o fare cose di cui in seguito ti pentirai.

Respirare profondamente è una strategia efficace per calmare le emozioni. La respirazione è come un “freno a mano” che rallenta il battito cardiaco e abbassa la pressione sanguigna, segnalando al cervello che tutto è sotto controllo. Pertanto, prima di rispondere quando si viene attaccati, è essenziale ricomporsi respirando e contando fino a 10.

2. Creare uno scudo protettivo prendendo una distanza psicologica

Le emozioni sono contagiose, soprattutto in situazioni di stress. Percepiamo inconsciamente le emozioni di chi ci circonda perché servono come segnali d’allarme che qualcosa non va. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che siamo in grado di percepire l’odore dell’ansia e dello stress altrui, che influenzano il nostro comportamento senza che ce ne rendiamo conto.

Pertanto, in una discussione accesa, è facile per noi contagiarci con la rabbia del nostro interlocutore. Assumere una distanza psicologica ci permetterà di creare uno scudo protettivo per non cadere nelle reti delle emozioni altrui. Ci aiuterà a pensare che non sia un attacco personale o ad essere consapevoli che la persona che ci ha attaccati ha un problema di ostilità.

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3. Riprendere il controllo della situazione

Se quando vieni attaccato verbalmente rispondi con serenità, avrai il controllo della situazione. Usa un tono di voce deciso ma non eccitarti troppo. Fai attenzione a non cadere negli insulti e nel disprezzo perché in questo modo daresti il controllo all’altra persona. Ricorda che chi perde la testa perde anche il controllo.

Usa invece frasi brevi e concise. Nei momenti di rabbia, frasi brevi e dirette al punto sono più efficaci e facili da capire, oltre a evitare interpretazioni errate. Anche intercalare un complimento o parole positive di tanto in tanto può aiutare a calmare gli animi.

In molti casi è utile cercare di capire perché la persona ti sta attaccando, in modo da poter indagare le sue motivazioni. Puoi chiedergli: qual è il problema nello specifico, cosa ti ha infastidito? o Perché pensi questo? Potresti scoprire che è tutto dovuto a un malinteso o che puoi chiarire la situazione senza alzare il tono.

In ogni caso, se ti rendi conto che il tuo interlocutore è troppo eccitato per poter mantenere un dialogo minimamente costruttivo, di solito è meglio interrompere la conversazione e dirgli che finché non si calma, non continuerai ad ascoltarlo. Se la persona non si arrende, è meglio che tu la ignori e ti allontani, per riprendere la conversazione in un secondo momento.

Fonti:

Haegler, K. et. Al. (2010) No fear no risk! Human risk behavior is affected by chemosensory anxiety signals. Neuropsychologia; 48(13): 3901-3908. 

Prehn-Kristensen, A., et. Al. (2009) Induction of Empathy by the Smell of Anxiety. PLoS ONE; 4 (6).

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Jennifer Delgado Suárez

Psicóloga Jennifer Delgado Suárez

Sono una psicologa (Iscritta al Colegio Oficial de la Psicología de Las Palmas Nr. P-03324) e da molti anni scrivo articoli per riviste scientifiche specializzate in Salute e Psicologia. Il mio desiderio è aiutarti a realizzare esperienze straordinarie. Se desideri sapere di più clicca qui.

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